Giordano Agrizzi, da imprenditore tutto proteso al lavoro ben fatto e lanciato nel mercato mondiale, ad un certo punto, giunto alla vetta del successo negli affari, si ritrova in mezzo ad un mare di problemi che lo obbligano a ripensare, ma, soprattutto, a ripensarsi. Il modello di impresa fino ad allora perseguito e attuato aveva in sé qualcosa che non solo non poteva durare, ma che soprattutto logorava le energie psicosiche, fino al punto da fargli toccare la nausea per quel mondo del business tanto osannato dal comune sentire. Decide, allora, di svoltare in modo radicale: taglia i ponti con il passato, si interroga sul futuro, ma principalmente ritorna finalmente in se stesso. Chi sono io come persona? Come funziona la mia mente, che ha in sé una carica notevole di energia? Perché finora mi sono distratto dalla mia vera natura, lasciandomi ammaliare dal fare spasmodico senza una meta veramente sensata?

Con questi interrogativi dentro, inizia un percorso di ricostruzione interiore, che lo porta alla scoperta dell'imprenditore interno, dell'uomo che si sente portato all'apertura verso gli altri, che capisce che non si può fare business se prima non si conoscono i veri bisogni dell'altro; l'uomo che crede nelle relazioni, quelle vere, profonde, durature con le quali si può affrontare il mercato, anche quello vasto della globalizzazione.

networking