• 14 febbraio 2019

A tu per tu con Giuseppe Boschiero

Testimonianze

Un gentleman dei nostri giorni.

Fai fatica a notarlo in mezzo al "chiassoso" gruppo di AdHoc Consilia, perché è sobrio nei modi e nel tratto; ma, se hai voglia di intrufolarti, lo distingui: è un vero signore, un gentleman dei giorni nostri, con un portamento, però, d’altri tempi, classico si direbbe. Eppure vive pienamente la quotidianità e la modernità più contemporanea, più attuale.

Abito sempre a puntino, con l’immancabile cravatta elegante e la pochette, tonalità sul blu mai pesante: un’eleganza che sa esprimere con parsimonia. È Giuseppe Boschiero, che in AdHoc si trova ormai da più di qualche anno. Amabile il tratto, che inizia dal primo saluto.

Eppure – dice quasi schermendosi – non sono proprio io il primo a rompere il ghiaccio in una conversazione. Preferisco ascoltare e capire chi ho davanti; poi mi butto e mi confido”.

È questo il secondo aspetto che colpisce della personalità di Giuseppe, dopo l’abito. Nel caso suo il vecchio adagio “l’abito non fa il monaco” si direbbe che è stonato. Giuseppe si distingue fin dall’abito e non in modo affettato, ma spontaneo, naturale. Quanto è elegante il suo vestire, altrettanto è misurato, pacato ma nello stesso tempo sincero e caloroso il suo dire.

Ho solo bisogno di prendere le misure di chi mi sta davanti, in modo che poi io riesca a entrare in sintonia con lui”. È un giusto accorgimento prima di iniziare un colloquio, in modo da non uscire mai dalle righe e, soprattutto, in modo da instaurare un vero dialogo con l’interlocutore.

Ma, chi è Giuseppe Boschiero? “Sono un neo 50enne e devo dire che sono contento della mia età, mi sento forte e pieno di vita, felice per quello che sono, che ho e che faccio”. Non è da tutti sentirsi dire che prima di tutto è contento per quello che è. Infatti lui è una persona veramente amabile, con la quale si sta volentieri a parlare, perché sa costruire un dialogo autentico, nel quale rivela una notevole capacità di ascolto.

Ispira cordialità, apertura mentale, facilità alla relazione, disponibilità verso l’altro e una dote non frequente...

La messa a disposizione ad altri della propria esperienza.

Vivo a Cittadella, provincia di Padova, con la mia famiglia: moglie Mariaiole e i figli Anna (19 anni) Matilde (16 anni) Giovanni (9 anni). Io e mia moglie ci siamo conosciuti dagli scout, in famiglia siamo tutti scout, amiamo la montagna, l’avventura, la convivialità, la natura, il servizio al prossimo”. Sono pennellate a tinte molto chiare, nitide, decise, con le quali Giuseppe si presenta. Colpisce il fatto che non mette in avanscoperta il fatto di essere imprenditore; prima di tutto gli importa manifestarsi come persona, una persona che ha un ben preciso passato formativo e che fa della famiglia il suo centro vitale.

Poi arrivano anche le informazioni da curriculum professionale. “Ho fatto una scuola tecnica (ITIS), sono perito meccanico”. E questo basta a capire che il suo lavoro, da imprenditore, è dentro l’ambito tecnico – industriale: “La mia azienda (Berto srl) si occupa della commercializzazione di componenti meccanici, pneumatici, utensileria”.

Fino a qui la Berto Srl potrebbe essere una delle tante botteghe di utensileria come se ne vedono nel territorio. Ma la Berto srl, anzi Giuseppe Boschiero, ha una marcia in più, che lasciamo alla sue parole spiegare: “Vendiamo anche servizi di affidabilità degli impianti industriali, facciamo monitoraggi per prevenire fermate impreviste ai macchinari”. Vi pare poco? In altre parole, prima che l’impianto si fermi lasciando a bocca asciutta operai, titolare e clienti, la Berto srl ha un occhio vigile e preventivo: calcola esattamente lo stato di vetustà e di logoramento delle singole componenti dell’impianto, in maniera da prevenirne tempestivamente l’arresto, con le conseguenze facilmente immaginabili. Non solo commercializzazione, ma anche servizio di prevenzione. 

Tuttavia la persona di Giuseppe non si ferma al presente, che pure non è cosa di poco conto; vi è un altro tratto che merita essere conosciuto: l’aspetto dell’organizzazione aziendale, che Giuseppe esprime in questo modo: “Sto lavorando per non lavorare, ovvero cerco di organizzare la mia azienda in modo da rendermi inutile. Mi piace tanto fare ciò che faccio”. I Latini avrebbero chiamato questo stile di vita, che coniuga lavoro e ricerca del tempo ibero da dedicare a se stessi e alle cose che non necessariamente danno profitto, con due parole magiche: otium et negotium. Ed è esattamente quello che Giuseppe sta cercando di fare. Come?

La parola chiave è: organizzare.  

Ma, attenzione! Organizzare non è la dote dell’uomo tutto fare, sempre indaffarato e preso da mille emergenze. L’organizzazione inizia con la riflessione: “Tendenzialmente sono un riflessivo, pronto all’azione dopo la ponderazione”. Altra caratteristica: la ponderazione, che è figlia di curiosità, ricerca, studio e, soprattutto, conoscenza di esempi positivi. In sintesi, dice Giuseppe, “copio da chi è più bravo di me”.

Due sono le “scuole di vita” che Giuseppe Boschiero ha frequentato: lo scoutismo e la montagna: “In questi anni la montagna è diventata la mia passione principale ma non è l’unica. Da solo o in compagnia faccio lunghe escursioni e un po’ di arrampicata”.

E come si nutre? “Mi piacciono i libri specialmente i gialli e di avventura. Ma mi piace anche il vino buono e la convivialità”.

Tuttavia il vero tocco di classe è espresso da queste note finali: “Mi piacciono le cose belle, esteticamente gradevoli; ma il piacere del bello lo scopro pure nel portare a compimento un lavoro ben fatto”.

Bello, ben fatto e con determinazione: il trinomio della Berto Srl.

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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