• 18 gennaio 2018

Doing good, doing well!

Networking e relazioni Filosofia in azienda Formazione

Non ho la mania dell’esterofilia, soprattutto se si tratta di usare termini e frasi che possono benissimo essere detti nella lingua di Dante, Petrarca e Manzoni. Tuttavia questa volta mi concedo una licenza, in quanto questa frase inizio a vederla scritta in molte parti: slogan pubblicitari, motti motivazionali in luoghi di lavoro e perfino in un grosso libro che parla di lavoro e di responsabilità.

Fare il bene va bene, ma occorre farlo bene.

Sembra evidente a prima vista, ma non è così. Ricordate la storia del mendicante?

In una delle tante uscite dalla Metro, due passanti notano uomo non vedente, seduto in una seggiola da regista, che tende la mano, accompagnandosi con un cartone marrone con la scritta: “Fatemi la carità, non ci vedo”.

Rari erano coloro che si chinavano a far cadere qualche euro, o frazioni di esso, sul cestino posto accanto al poveretto che dava proprio l’aria di essere un “signor” povero: la parlata, il gesto, il tratto del volto segnato dalla cecità, tutto lasciava pensare che si trattava di un povero diverso.

Ebbene, uno dei due passanti gli si accosta, gli prende la mano in cui il cieco teneva il cartello e gli dice: “Posso?"

Può che cosa?” risponde immediatamente sorpreso il cieco.

Niente, vorrei solo aggiungere qualche parolina a quello che è scritto in questo cartello” dice il passante.

Mica vorrà farmi del male, vero?” esclama il poveruomo.

 “Niente affatto”, ribatte l'uomo, mentre afferra il cartello e tira fuori dalla tasca del suo giaccone un pennarello nero, con cui scrive su quel cartello: “Oggi è il primo giorno di autunno e io non posso vedere il colore degli alberi qui attorno”.

Scritta la frase, rimette nelle mani del cieco il cartello dicendogli: “Ora dovrebbe andare meglio”.

Se lo dice lei – ribatte il poveretto – a me va bene”.

I due si allontano, ma ripassando di lì due ore notano che nel cestino (prima miseramente vuoto) le monete e le banconote sono decisamente numerose.

Che cosa era successo?

Il geniale passante aveva colpito i passanti nelle emozioni, più che nel solo sentimento di compassione.

L’emozione di capire che uno di loro, soltanto perché cieco, non poteva godere di quello che tutti loro, invece, avevano davanti alla vista sempre, gratis, senza nemmeno accorgersi.

Non è forse questo il giusto modo di fare bene del bene?

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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