• 09 novembre 2018

IC&Partners: percorsi ed Esperienze di Internazionalizzazione d'Impresa

Recensione eventi

Italiani: l’internazionalizzazione nel dna.

Dal fagotto in stoffa alla valigia di cartone, dal trolley ergonomico al borsone da viaggio griffato. Analizzando epoche e i fenomeni che caratterizzano il nostro Paese, rimane un dato di fatto: il popolo italiano ha da sempre manifestato una naturale inclinazione allo spostamento, al viaggio, all’esplorazione, all’interscambio con altre comunità.

A detta di molti, viviamo nel “Paese più bello del mondo”, eppure troppo limitato per le potenzialità che possiamo esprimere.

Le ragioni, e l’ultimo decennio lo può testimoniare, sono essenzialmente due ed entrambe hanno a che fare il mondo dell’impresa. Da un lato, la contrazione e la precarietà del mercato del lavoro spingono molti lavoratori – specie giovani – ad andare oltre confine: in questo modo, non solo si perde ricchezza interna in termini di know-how, ricerca e sviluppo, ma si da modo a menti brillanti di avviare attività redditizie al di fuori dell’Italia, ad esclusivo beneficio dei nostri competitor europei. Dall’altro, invece, le imprese sopravvissute all’ultima crisi hanno capito che puntare solo sul mercato nazionale significa perdere interessanti opportunità commerciali con l’estero e allettanti margini di guadagno: il che si traduce nell'esigenza per titolari e manager d'azienda di avviare rapporti commerciali e creare canali comunicativi con imprese e consumatori stranieri.

Uno sguardo oltre la finestra.

Ma se è facile avere un'istantanea di ciò che avviene in casa nostra, altrettanto non si può dire degli scenari macro-economici. Le notizie di cronaca che filtrano da giornali e tv risultano assai frammentate rispetto al quadro geopolitico internazionale, quello a cui gli imprenditori dovrebbero far riferimento nel prendere decisioni critiche per lo sviluppo delle proprie attività all’estero.

A dissipare la coltre di nebbia e far chiarezza su che cosa è l’internazionalizzazione (e su cosa non è) ci ha pensato il dott. Roberto Corciulo, fondatore e partner di IC&Partners. Con oltre 20 sedi estere, la società di Udine si è presentata come profonda conoscitrice delle dinamiche politiche, economiche e finanziarie che influenzano – direttamente e indirettamente – anche il destino delle PMI del nostro territorio.

I punti salienti dell’intervento del dott. Corciulo hanno toccato aspetti strategici per gli imprenditori che intendono affacciarsi ai mercati esteri.

  • Sbalorditiva è la considerazione per cui, nonostante la lentezza burocratica, l’inefficienza legale e la pressione fiscale che ricadono sulle aziende italiane, molte di loro occupano posizioni di rilievo mondiale nei rispettivi settori di appartenenza, anche in quelli più maturi. Sorge spontaneo chiedersi quali livelli si raggiungerebbero se queste stesse imprese operassero in un sistema come quello tedesco, orientato totalmente ad agevolare l’esportazione dei propri prodotti.
  • Indispensabile, anche, la necessità di iniziare a vedere l’internazionalizzazione non più come l’avventura all’estero di una sola azienda o come "spedizione di gruppo" per contenere gli investimenti iniziali, bensì come vero e proprio affare di Stato. Passare dall’essere singoli venditori di prodotti d’eccellenza a unico Paese riconosciuto a livello mondiale per certe produzioni di qualità: questo, in sintesi, è quello che oggi è la Francia nel mercato del vino in Cina e in Russia.
  • Infine, occorre prendere atto che vendere all’estero, nei prossimi anni, non sarà più sufficiente. Occorrerà dotarsi di strutture e modelli organizzativi che permetteranno la delocalizzazione di parte dei nuclei produttivi. Paesi come Stati Uniti, Cina, India, Russia ed Emirati Arabi stanno via via adottando politiche per riportare il comparto manifatturiero all’interno dei propri confini. Pensare di continuare a vendere in questi mercati, senza avere una sede produttiva in loco, sarà sempre più rischioso.

LItalia è una Repubblica fondata sul lavoro…

E sull’impresa!

Dopo una panoramica così attenta e gli affascinanti risvolti della sua presentazione, non possiamo che essere concordi con il dott. Corciulo su questo. Di conseguenza, la responsabilità degli imprenditori desiderosi di estendere i propri affari oltre i confini nazionali è quella di farsi trovare pronti e preparati. Ed è proprio per questa ragione che con GoToWorld, IC&Partners vuole offrire un programma di avvicinamento ai mercati esteri basato su tre step: 

  1. Un check-up iniziale per determinare il rating di partenza dell’azienda in termini di prodotto, struttura organizzativa e risorse impiegate.
  2. Stabilite le potenzialità dell’attività, un’accurata analisi in grado di valutare la ricettività dei diversi mercati, le dinamiche di crescita del settore a livello internazionale, il grado di competitività del prodotto e via dicendo.
  3. Solo al termine di queste valutazioni, la stesura finale del progetto di internazionalizzazione che sarà tarato sia sulle dimensioni dell’azienda che sullE effettive opportunità individuate.

Prima di fare i bagagli, è saggio sapere dove l’azienda vuole arrivare. Le indicazioni migliori sono di sicuro disponibili presso IC&Partners: Via Roma, 43 int. 8 - Udine, tel. 0432 501591, email info@icpartners.it, web www.icpartners.it.

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Elisa Poloni - Eventi e Comunicazione - facebook linkedin

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