• 18 ottobre 2018

Stretegia Oceano Blu

Consigli di lettura

Ti presento un libro...

Autori: W. Chan Kim, Renée Mauborgne

Titolo: Strategia Oceano blu

Editore: Rizzoli, 2016

W. Chan Kim e Renée Mauborgne.

Due professori di Strategia e International Management presso il celebre INSEAD (Istituto Europeo di Amministrazione degli Affari) in Francia. La loro attività si caratterizza non solo per l’intenso studio che da anni conducono sul tema del management, ma soprattutto perché analizzano nel concreto delle aziende la bontà o meno delle teorie e delle strategie che vengono di volta in volta suggerite per far fronte alle più sfidanti situazioni.

Il loro fiore all’occhiello è la strategia, ormai universalmente nota, chiamata Oceano Blu, metafora assai suggestiva con la quale, da un lato, sintetizzano la situazione dei mercati a livello mondiale, dall’altro individuano la via di uscita dalle numerose secche in cui si sono incagliate molte imprese, a prescindere dalle loro dimensioni e dai settori merceologici. Inoltre offrono una visione ampia nel tempo, superando l’attuale vizio di considerare i problemi economici e aziendali nella prospettiva del breve termine.

Oceano blu: che cos’è?

È un metodo, anzi uno stile di approccio al mondo economico e aziendale che spiazza totalmente l’usuale maniera di pensare e di agire della maggior parte dei manager. Solitamente, infatti, i leader, ma anche gli imprenditori delle PMI, hanno un chiodo fisso in mente: la concorrenza, che per loro è l’unico faro che li guida. Battere la concorrenza, reggere alla concorrenza, prevenire la concorrenza, superare la concorrenza, fare meglio della concorrenza: queste sono le idee guida della maggior parte dei cosiddetti capitani di impresa, dai piccoli ai giganti.

Tutti ossessionati da questo unico termine di confronto: la concorrenza.

E quasi nessuno che si fermi un istante a domandarsi: ma che cosa è davvero la concorrenza? Che cosa significa concorrenza? E qui intervengono i nostri due Autori, con la loro ricetta dell’Oceano Blu. La concorrenza non è una guerra di tutti contro tutti, non è una lotta in cui il più forte vince. Nei fatti, nella stragrande maggioranza dei fatti la si intende così; ma in questo modo non si fa altro che tingere di rosso il nostro oceano, come quando si assiste ad una tremenda mattanza di tonni.

Si può, anzi si deve stare nel mercato senza fare morti, né senza cercare la morte del concorrente o la sua prevaricazione.

Da dove iniziare? Gli Autori dicono che occorre partire dal linguaggio.

Ecco due esempi.

Primo: la parola concorrere non significa correre l’uno contro l’altro, ma correre assieme all’altro verso la stessa meta. Cioè, la concorrenza – stranissimo per la mentalità prevalente – è un gioco di squadra! Sì, proprio un gioco di squadra, in cui vince non la squadra più forte, ma quella che sa stare meglio al largo. Come nell’oceano: più si è in mare aperto, più l’oceano è blu.

Secondo: imparare a cambiare il linguaggio militaresco che connota l’economia consueta. La stessa parola strategia è di origine militare, bellico e allude all’impiego di forze per sconfiggere un nemico. Nella vita delle aziende, invece, non ci sono nemici, ma altri equipaggiamenti che fanno rotta verso le loro mete e che non devono assolutamente essere considerati degli avversari.

In concreto, questa è la strategia Oceano blu:

  1. Smettere di avere la competizione come centro dell’azione economica.
  2. Mettere il cliente al centro dell’attività aziendale.
  3. Focalizzarsi sul creare soluzioni di valore per il cliente, anzi che studiare le mosse dei rivali.
  4. Imparare a creare un nuovo mercato piuttosto che lottare per inserirsi nei mercati già saturi.
  5. Ma, soprattutto, “offrire un sensibile incremento di valore che renda irrilevante la concorrenza”.

In sintesi, questa è la consegna centrale che i due Autori affidano all’intelligenza dei manager veramente avveduti: “La strategia Oceano blu dà senso al paradosso strategico di fronte a cui si trovano molte organizzazioni: più si concentrano sul tentativo di competere con i concorrenti e di eguagliarne o superarne i vantaggi, più tendono ad assimilarsi a loro. Al che la Strategia Oceano blu risponderebbe: smettete di preoccuparvi della concorrenza. Innovate sul valore e lasciate che siano i concorrenti a preoccuparsi di voi”.

Ma, per fare questo, occorre superare un altro luogo comune, che è un autentico pregiudizio.

Un pensiero fatto prima e senza osservare veramente i fatti.

I mercati e i settori economici non sono dei mondi fissi già precostituiti e immodificabili. I mercati si possono modificare. “Come dimostra la storia dell’industria, si creano nuovi mercati ogni giorno grazie al potere dell’immaginazione. Lo dimostrano i clienti che passano da un settore all’altro senza farsi condizionare dai confini cognitivi che i settori impongono a se stessi. E lo dimostrano le aziende quando inventano e reinventano settori, abbattendo, modificando e travalicando i confini del mercato in essere per creare una domanda completamente nuova”.

Attenzione, però! La strategia Oceano blu non si affida alla pura inventiva estemporanea: essa domanda che la creatività sia legata saldamente alla creazione di valore per le persone.

Perchè? Perché è il valore che attrae e fidelizza.

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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