Anna Rado ha scelto di partire da qui. Non da previsioni sul futuro del lavoro, non da slide patinate sull'intelligenza artificiale. Ma da una domanda concreta, quasi scomoda: dove stai perdendo tempo ogni settimana, senza creare valore?
Ed è stato un inizio perfetto. Perché la mattinata non è stata un convegno sull'AI. È stata un laboratorio vero, dove gli imprenditori si sono seduti non ad ascoltare, ma a ragionare sul proprio lavoro.
Anna Rado non è una teorica della tecnologia. È stata imprenditrice, ha una formazione in Design Thinking, ha co-scritto un libro sull'AI applicata alle risorse umane. Porta con sé una rara combinazione: la concretezza di chi ha gestito un'azienda e la competenza di chi conosce gli strumenti dall'interno. E si vede nel modo in cui conduce una stanza.
Il punto di partenza è stato smontare un pregiudizio diffuso: i colli di bottiglia nelle PMI non sono tecnologici. Sono informativi, organizzativi, decisionali. Attività che si ripetono ogni settimana rubando tempo mentale a chi potrebbe usarlo per pensare, decidere, costruire relazioni. Ed è esattamente lì che l'AI può intervenire, non come sostituto delle persone, ma come liberatore di tempo per ciò che conta davvero.
I partecipanti non hanno solo ascoltato: hanno aperto laptop e smartphone, scritto prompt, testato strumenti su casi reali. Anna ha guidato questo processo con naturalezza, sapendo quando approfondire e quando lasciare spazio alla sala. C'è stato anche spazio per le ombre, i rischi, la privacy, l'impatto sulle persone, affrontati con la stessa chiarezza con cui ha presentato gli strumenti: senza catastrofismo, senza ingenuità.
La mattinata si è chiusa con quella sensazione che riconosci quando un evento funziona davvero: non la soddisfazione di aver ascoltato qualcosa di interessante, ma l'energia di chi ha qualcosa da fare, da provare, da cambiare.
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