• 18 marzo 2016

Relazioni autentiche

Non esiste comunicazione neutra.

La premessa per iniziare a costruire relazioni autentiche è molto chiara. In qualsiasi tipo di comunicazione, verbale o non-verbale, nei confronti della persona a cui parliamo si scatenando due spinte: la prima è dettata dalla curiosità di apprendere qualcosa di non-conosciuto su qualcun altro, la seconda è dettata dal sentimento che lega l'ascoltatore a questo qualcun altro.
 
Se c'è relazione, il detto fa effetto. Primo effetto: modulare l'affetto.
Un esempio tratto da una storia vera? In centro città Gino incontra l'amico Mario, ancora scosso dalla recente scomparsa del padre. Gino porge le sue condoglianze e, in considerazione del legame che li lega, afferma di essere venuto a conoscenza che un certo Toni se ne va in giro per il paese screditando il defunto padre dell'amico. Mario, pietrificato, non può che ammettere che quel Toni è suo cognato.
 
Affetto cambiato produce eventi. Primo evento: cambiare il rapporto.
Dopo questa citazione di Gino, il rapporto tra Mario e Toni non può che degenerare. Ciò che prima era una naturale vicinanza tra cognati, prende le aspre vie del rancore e del sospetto: in poche frasi, Mario dimentica tutto ciò che lo legava a Toni e inizia a porsi interrogativi sulle qualità della persona e, soprattutto, a maturare emozioni di rabbia e dolore per l'offesa subita.
 
Rapporto cambiato, effetti a catena.
Come si conclude la storia? Ad esplodere non sarà solo il rapporto tra cognati, ma probabilmente anche tra Mario e sua sorella (moglie di Toni) e tra Mario e suoi nipoti (figli di Toni). E se la mamma di Mario, rimasta sola, non lo sostenesse nella "guerra" contro Toni? Probabilmente Mario saboterebbe inconsciamente anche il rapporto con sua madre.
 
Prendi la dinamica di questa famiglia e portala all'interno della tua azienda.
Sì, ha capito benissimo: per una citazione fuori luogo, i rapporti aziendali possono esplodere proprio come i rapporti familiari.
 
La citazione - all'interno di uffici, capannoni e cantieri - si alimenta del narcisismo delle persone, dei sentimenti di invidia e dei giochi di potere: citare e riferire, tirando indietro la mano, sono gli strumenti che sabotano l'autenticità delle relazioni umane, perché non hanno nulla a che fare con l'informazione su fatti ed eventi inerenti l'azienda.
 
Come puoi salvaguardare le relazioni, dentro e fuori il posto di lavoro?
  • resisti alla tentazione di citare;
  • personalizza i dati, rimanendo all'interno della relazione con l'altro;
  • assumiti la responsabilità dell'evento citato;
  • se ti trovi di fronte alla citazione, analizza la dinamica prima di trarre conclusioni affrettate.
"IO ho visto - IO ho sentito - IO ho fatto", "IO ho constatato questi dati e queste cifre", "IO sono stato partecipe o testimone di questo fatto".
Ti accorgerai in breve tempo di rafforzare sia la tua posizione che quella di coloro che ti circondano, riuscirai a tutelare la tua famiglia o azienda e, soprattutto, potrai consolidare un clima di reale appartenenza.
 
Vuoi parlarne con don Gigetto De Bortoli e confrontarti con imprenditori liberi dalle dinamiche aziendali oppressive oppure con persone che hanno saputo costruire relazioni autentiche?
Info: CEIS - Via Rugo n. 21 - Borgo Piave, Belluno
Tel. +39 0437 29.25.61 - Mob. +39 393 02.90.905

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Elisa Poloni - Eventi e Comunicazione - facebook linkedin

 

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