49° Rapporto Censis
Ti presento un libro...
Titolo: 49° Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2015
Autore: CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali), Roma
Editore: Franco Angeli, 2015
Chi è il CENSIS. Un centro studi dove lavorano molti studiosi, esperti in varie materie, con il seguente obiettivo: capire, attraverso dati oggettivi, e far capire agli italiani quali risultati il Paese ottenga di anno in anno attraverso gli investimenti, soprattutto pubblici ma anche privati, sui principali temi che interessano la vita di tutti. In particolare gli argomenti che il CENSIS, da ben 49 anni (infatti il centro è stato fondato da Giuseppe de Rita nel 1966) affronta, sono: l'economia, il lavoro, la formazione, la previdenza, i territori. L'analisi, comparata anche a livello internazionale, consente di capire come vivano i cittadini, ma soprattutto le famiglie e le imprese.
A che cosa serve il Rapporto CENSIS? Tralasciando in questa sede l'utilizzo che possono farne i singoli (a scopo culturale, formativo e politico), le imprese devono abituarsi a vederlo come una preziosa bussola per orientare le proprie decisioni. Concretamente il Rapporto aiuta le impese a capire come si stia muovendo il mercato, mettendo in evidenza i fenomeni che sfuggono di solito ai mass media.
Un esempio. Dall'inizio della crisi (che è cominciata ben prima del 2007!) le cronache hanno martellato la testa degli italiani affermando che mancano i soldi, che i consumi sono precipitati, che le imprese chiudono. Questa, riferisce e dimostra il CENSIS, è disinformazione, perché si nasconde una parte consistente della realtà e della verità. I soldi non si sono volatilizzati e i consumi, più che diminuire, si sono profondamente modificati. Come conseguenza abbiamo che, se le imprese non sono sintonizzate su questa nuova realtà, ovviamente perdono commesse e vedono diminuire la propria clientela. Allora la soluzione non sta nel dire che tutto dipende dalla crisi, ma che gli attori economici non hanno saputo comprendere velocemente la mutata situazione sociale, prima ancora che di mercato.
Un altro grande insegnamento del CENSIS. il mercato, prima di essere un luogo di scambio di merci e servizi, è una piazza dove si instaurano e si consumano relazioni tra i soggetti. Ma soprattutto, come da mezzo secolo sta ribadendo il Rapporto, tra questi soggetti ve n'è uno che molti operatori economici ignorano totalmente: la famiglia. Restando al solo aspetto economico, occorre ribadire che le imprese imparino a rivolgersi alla famiglia come destinatario principale di beni e servizi.
Una prova? Negli anni cruciali della crisi (2007 - 2014) la famiglia italiana ha tenuto: infatti sono aumentati sia il contante e i depositi bancari (dal 23.6% al 30.9%), sia le assicurazioni e i fondi pensione (dal 14.8% al 20.9%), sia i fondi comuni (dal 9.1% al 10.9%).
Dunque, dove sta il problema? Da un lato nel sistema informativo che non sa informare; dall'altro nelle imprese che devono imparare a leggere i mutamenti. Per questo è non solo opportuno, ma perfino necessario imparare ad usare strumenti come il Rapporto CENSIS.
Ulteriori indicazioni pratiche. Le aziende si lamentano che non trovano personale all'altezza delle proprie esigenze. Eppure il CENSIS dimostra che nel 2015 ci sono stati ben 1.100.000 giovani che sono rientrati in Italia dopo avere fatto significative esperienze di studio e/o lavoro all'estero; ma purtroppo di questi giovani le imprese non si sono nemmeno accorte. Dunque? Nelle imprese non entra aria fresca, molti giovani riprendono la strada dell'estero e alcuni, fortunatamente, tentano la sorte delle start up (ma attenzione alla mortalità!).
Inoltre, il problema dei cambiamenti nel modo di fare acquisti. Quanti gli italiani che nel 2015 hanno preferito acquistare via web anziché entrare in negozio? Quindici milioni, ai quali vanno aggiunti i milioni di coloro che entrano sì in negozio, ma solo per farsi un'idea visiva del prodotto, per poi ordinarlo online. Insomma, è presente nel mercato una massa di nuovi acquirenti, che però vanno accostati con diversa strategie e metodologia. Chi li conosce, progredisce.
Altro segnale forte di novità? Le oltre 240.000 PMI che hanno esportato con successo. Dove? Finita l'epoca dei paesi emergenti (i famosi BRICS), si ritorna negli USA. Per esportare che cosa? Qualcuno dei circa 1.000 prodotti in cui l'Italia eccelle nel mondo, a patto che sappia ancora coniugare qualità di materiale e qualità di lavoro con la nostrana riconosciuta creatività.
_____________________________________________________________________________________________________________________
Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin