• 05 ottobre 2017

7 brevi Lezioni di Fisica

Formazione Consigli di lettura

Autore: Carlo Rovelli

Titolo: Sette brevi lezioni di fisica.

Editore: Adelphi, 2014.

Chi è l’Autore. È un fisico teorico veronese (classe 1956) che, dopo avere studiato e lavorato in Italia, si è trasferito negli USA e ora lavora stabilmente in Francia, con compiti di responsabilità assai elevati in campo scientifico, come la direzione dell’équipe al centro di fisica quantica dell’università di Marsiglia. È un divulgatore assai noto di tematiche “ardue” ma necessarie, convinto che non possiamo rimanere analfabeti riguardo alle fondamentali questioni che riguardano la nostra vita. 

Perché abbiamo scelto di presentare uno dei suoi “libretti” (si tratta, infatti, di un libricino piccolo, snello, scritto assai bene e chiaramente) ai lettori di AdHoc, che solitamente leggono cose di economia e di psicologia?

Per questa ragione: vi è un filo conduttore nelle letture che stiamo da anni consigliando, ovvero conoscere sempre meglio l’energia entro la quale si svolge la nostra vita, sia quella individuale, sia quella sociale ed economica, e questo contributo di Rovelli è veramente essenziale. 

Scopo del libro. Presentare la scienza moderna a chi non la conosce affatto o la conosce poco. Non è un trattato, ma una carrellata veloce e lieve su alcuni degli aspetti più rilevanti e affascinanti della grande rivoluzione avvenuta soprattutto nella prima metà del Novecento.

L’Autore indica quale debba essere lo spirito di chi si accosta alle tematiche che presenta: desiderio di allargare la conoscenza del nostro mondo, ma con la consapevolezza di quanto vasto sia ciò che ancora non sappiamo.

Alcune idee, che devono farci pensare alla nostra vita e al nostro mondo in modo diverso. 

  1. Da quando abbiamo imparato che la Terra è rotonda e gira come una trottola pazza, abbiamo capito che la realtà non è come ci appare: ogni volta che ne intravediamo un pezzo nuovo, è un’emozione, un altro velo che cade.
  2. Idea straordinaria, geniale: il campo gravitazionale non è diffuso nello spazio: il campo gravitazionale è lo spazio. Lo spazio nel quale si muovono le cose e il campo gravitazionale, che porta la forza di gravità, sono la stessa cosa. Lo spazio non è qualcosa di diverso dalla materia: è una delle componenti materiali del mondo.
  3. Lo spazio è un’entità che ondula, si flette, si incurva, si storce. Non siamo contenuti in un’invisibile scaffalatura rigida: siamo immersi in un gigantesco mollusco flessibile.
  4. Il Sole piega lo spazio intorno a sé e la Terra non gli gira attorno perché tirata da una misteriosa forza, ma perché sta correndo dritta in uno spazio che si inclina. Come una pallina che rotoli in un imbuto: non ci sono misteriose forze generate dal centro dell’imbuto; è la natura curva delle pareti a far ruotare la pallina. I pianeti girano intorno al Sole e le cose cadono perché lo spazio si incurva.
  5. Non solo lo spazio si incurva, ma anche il tempo. Il tempo passa più veloce in alto, vicino al Sole e più lento in basso, vicino alla Terra. Tutto ciò viene misurato e risulta essere vero (1919). Anche se di poco, tra due fratelli gemelli che vivono uno in montagna e l’altro al mare, quello che ha vissuto al mare ritrova il fratello che ha vissuto in montagna un po’ più vecchio di lui.
  6. Lo spazio non è fermo, ma in espansione. È difficile capire tutto ciò? Non di più che l’impegno che ci vuole per capire la bellezza di un bel brano di musica. Servono occhi nuovi per vedere il mondo.
  7. Nel grande quadro della scienza contemporanea ci sono ancora molte cose che non capiamo e una di quella che capiamo meno siamo noi stessi. Noi siamo un intreccio di una rete di scambi, a tutti i livelli. Siamo fatti degli stessi atomi e degli stessi segnali di luce che si scambiano i pini sulle montagne e le stelle nelle galassie. Ma mano che la nostra conoscenza è cresciuta, abbiamo imparato sempre di più questo nostro essere parte, e piccola parte, dell’universo.
  8. Grande lezione. Pensavamo di essere sul pianeta al centro del cosmo, e non lo siamo. Pensavamo di essere una razza a parte, nella famiglia degli animali e delle piante, e abbiamo scoperto che siamo discendenti dagli stessi genitori di ogni altro essere vivente intorno a noi. Abbiamo bisnonni in comune con le farfalle e con i larici. Siamo come un figlio unico che cresce e impara che il mondo non gira intorno a lui come pensava quando era piccolo. Deve accettare di essere uno fra gli altri. Specchiandoci negli altri e nelle altre cose, impariamo chi siamo noi.

____________________________________________________________________________________________________________________

Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

    Condividi


Altre news

Obiettivo: cresciamo insieme

27 mag

Obiettivo: cresciamo insieme

Networking e relazioni Business e cultura d’impresa

Diventa protagonista della nuova strategia di comunicazione AdHoc Consilia.
Leggi di più

    Condividi

Riccardo Illy: persona e impresa

28 mar

Riccardo Illy: persona e impresa

Recensione eventi Networking e relazioni Impresa Testimonianze Formazione manageriale e crescita personale Formazione Filosofia in azienda Business e cultura d’impresa

Costanza, umiltà, studio, innovazione incrementale, comunicazione, etica: questo è l’esagono ideale di una virtù civile, prima ancora che imprenditoriale.
Leggi di più

    Condividi

Quale è il futuro del business?

21 mar

Quale è il futuro del business?

Consigli di lettura

Tutti i consumatori si aspettano non solo il meglio, ma sempre qualcosa di più dalle aziende di cui acquistano i beni...
Leggi di più

    Condividi