• 22 settembre 2016

Di generazione in generazione

 
Per i credenti l'espressione "di generazione in generazione" richiama lo stupendo canto della Madonna, il Magnificat, a cui molti grandi artisti di tutti i tempi si sono ispirati per le loro opere letterarie, pittoriche e musicali.
 
Nel gergo aziendale, invece, tale espressione allude ad uno dei più spinosi problemi che attanagliano due terzi delle aziende italiane (e non solo): il passaggio generazionale.
 
L'articolo de "Il Sole 24 Ore" - consultabile a questo link -  offre un'interessante occasione per riflettere su questo tema che, nella maggioranza dei casi, viene lasciato al capezzale: quando le forze fisiche e, soprattutto, psichiche non sorreggono più, allora si decide di mollare.
 
Ma come si può decidere di trasmettere una cosa così importante come la propria azienda, quando la lucidità è completamente oscurata?
 
Per ogni imprenditore l'azienda è la creatura a cui è massimamente attaccato, quella che ha costituito la sua ragion stessa di esistere. Allora non merita un diverso trattamento?
 
Il problema, a mio modesto avviso, abbraccia due aspetti:
  1. Ogni persona, ed in questo anche l'imprenditore non fa eccezione, ritiene che il suo momento finale sia sempre lontanissimo: tocca agli altri ma non a se stessi.
  2. Si pensa, erroneamente, che succedere nella direzione dell'impresa sia cosa ovvia, alla quale non ci si debba preparare. Come nessuno ha fatto qualche particolare scuola per diventare imprenditore, altrettanto, si ritiene, non serve nessuna specifica formazione per "succedere".
Ma i fatti quotidiani danno una sonora smentita a questo modo di ragionare.
 
Bastino alcuni dati: su circa 395.000 imprese attive in Veneto due anni fa, oltre un terzo sono a rischio di sopravvivenza a causa del passaggio generazionale! Oppure: solo il 30% delle aziende (in Italia) sopravvive al proprio fondatore e appena il 13% giunge alla terza generazione. Dunque? Dunque è il caso di provvedere sì, ma quando le forze sono al loro apice.
 
Ovvero, quando? Consiglio di chi ce l'ha fatta in modo esemplare: fra i 50 e 60 anni!
 

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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