• 26 luglio 2018

Fiabe Italiane

Consigli di lettura

Ti presento un libro...

Autore: Italo Calvino

Titolo: Fiabe italiane

Editore: Mondadori

Italo Calvino è nato a Cuba (1923) da genitori italiani, che lo portarono a San Remo quando aveva solo 3 anni e si spense a Siena nel 1985. Uno dei massimi scrittori italiani del secondo Novecento, ha saputo non solo sperimentare il suo stile a confronto con i grandi scrittori internazionali, ma anche interpretare le più disparate situazioni che le persone e la società vivevano sia negli anni della seconda guerra mondiale, vedendole soprattutto dal versante della Resistenza, sia durante l’inatteso boom economico degli anni Sessanta, fino all’inizio dei difficili e controversi anni Ottanta.

Si è imposto all’attenzione non solo della critica ma anche del grande pubblico per la sua capacità di penetrare nelle più difficili tematiche del mondo scientifico come nei recessi più nascosti dei sentimenti individuali, fino al mondo incantato e sempre rivelatore delle fiabe, dalle quali l’Autore seppe trarre insegnamenti di grande profondità esistenziale. A testimonianza della sua importanza e notorietà internazionale sono le “Lezioni americane” che Calvino era stato invitato a tenere presso la Harvard University, ma che gli vennero impedite dalla morte per ictus che lo colpì mentre si preparava a tale prestigioso compito nella sua abitazione nella pineta toscana di Roccamare.  

Perché consigliare di leggere fiabe a uomini impegnati negli affari?

Appunto perché sono sempre impegnati negli affari e anch’essi, come tutti e come essi stessi dicono spesso, hanno bisogno di staccare la spina. Allora, quale modo migliore che andare “fuori dal mondo ordinario” per incontrare una realtà, oggi diciamo, virtuale? E sì, perché le fiabe non parlano di un mondo irreale o peggio impossibile; esse ci dicono di mondi possibili e spesso anche a portata di mano. Purché…

Purché che cosa? Purché sappiamo prendere le distanze dalla solita routine, dalle emergenze continue, dalla quotidianità che usura come la goccia che scava la pietra. Piano piano, ma costantemente, inesorabilmente, la cosiddetta daily routine rode e corrode dentro come il castoro che riesce a far cadere anche l’albero più grosso.

Allora serve una pausa. Almeno in estate, prendere in mano in libro diverso, pagine e racconti che ti fanno evadere portandoti e immergendoti dentro a mondi fantastici ma belli, affascinanti, ammalianti, seducenti.

Ecco, la favola ha questo enorme potere: sedurre, attrarre, coinvolgere e alla fine motivare.

Se, poi, la scrittura è piacevole, scorrevole, incantata come quella che esce dalla penna di Italo Calvino, ragioni per non prendere le sue Fiabe italiane non ce ne sono.

Per di più, a far venire la voglia di leggere quest’opera snella – sono appena 11 veloci favole – concorre un altro fatto: perfino (!) i francesi l’hanno tradotta nella loro severa lingua e ne danno il seguente giudizio: scrivendo le Fiabe, “Calvino si è trovato gettato nel mondo fantastico del meraviglioso sentimento popolare italiano per ben due anni. Fra ironia e poesia, questi brevi testi sono spesso delle piccole fiabe filosofiche che si rivolgono più agli adulti che ai bambini”. Come non bastasse, i cugini d’Oltralpe aggiungono: “Tutto l’immaginario popolare e letterario dell’Europa si trova inscritto, come in filigrana, in questi racconti”. 

Attenzione! Come in altri celebri opere – quali Il Piccolo principe ma anche Pinocchio – il titolo non deve trarre in inganno. Infatti, come bene evidenziano i Francesi, questa di Calvino non è una raccolta di favole da leggere ai bambini alla sera, prima che si addormentino o proprio perché si addormentino. Queste Fiabe sono per adulti, tant’è vero che l’Autore fu chiamato perfino dalla Rai a leggerle al grande pubblico.

Perché le Fiabe per adulti? Perché la mente si nutre del diverso.

Insistere perennemente sulle stesse vivande, alla fine produce assuefazione e quindi scarso nutrimento. Proprio come per il corpo: occorre una dieta variegata, in cui entri un numero elevato di principi nutritivi.  

Stare per un anno lavorativo intero sui medesimi giornali di finanza e affari, per vedere l’ondeggiare di spread e pil o rincorrere la crescita che sembra incatenata al solo primo numero della serie numerica, con l’illusione che qualche pietoso decimale di tanto in tanto faccia capolino, ebbeh!, non è la maniera migliore per energizzare il nostro organismo. Allora?

Evadere, prendere il largo, non restare sempre sotto costa, incontrare altri mondi: questa la ricetta che da millenni ha alimentato le menti migliori. Basterebbe pensare al nostro Rinascimento, in cui i nostri grandi geni furono tali non tanto perché nacquero geniali, ma perché seppero ibridare mondi differenti.

Ecco il motto per questa estate: ibridare, mixare, meticciare...

E – se non vi offendete – imbastardire. Imbastardirvi!

Rimane questa la grande lezione di Darwin, al di là di singoli episodi del suo pensiero che sono figli del tempo, come accade per chiunque: non sopravvivono le razze più forti, ma quelle che più si sanno adattare. E come si perviene all’adattamento se non per ibridazione?  

I grandi, anche i grandi uomini e donne d’affari, si sono sempre alimentati di arte, filosofia, poesia, musica, mistica.

Perché? Risposta di Calvino: “Perché le fiabe sono vere”.  

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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