Italiani: l’internazionalizzazione nel dna.
Dal fagotto in stoffa alla valigia di cartone, dal trolley ergonomico al borsone da viaggio griffato. Analizzando epoche e i fenomeni che caratterizzano il nostro Paese, rimane un dato di fatto: il popolo italiano ha da sempre manifestato una naturale inclinazione allo spostamento, al viaggio, all’esplorazione, all’interscambio con altre comunità.
A detta di molti, viviamo nel “Paese più bello del mondo”, eppure troppo limitato per le potenzialità che possiamo esprimere.
Le ragioni, e l’ultimo decennio lo può testimoniare, sono essenzialmente due ed entrambe hanno a che fare il mondo dell’impresa. Da un lato, la contrazione e la precarietà del mercato del lavoro spingono molti lavoratori – specie giovani – ad andare oltre confine: in questo modo, non solo si perde ricchezza interna in termini di know-how, ricerca e sviluppo, ma si da modo a menti brillanti di avviare attività redditizie al di fuori dell’Italia, ad esclusivo beneficio dei nostri competitor europei. Dall’altro, invece, le imprese sopravvissute all’ultima crisi hanno capito che puntare solo sul mercato nazionale significa perdere interessanti opportunità commerciali con l’estero e allettanti margini di guadagno: il che si traduce nell'esigenza per titolari e manager d'azienda di avviare rapporti commerciali e creare canali comunicativi con imprese e consumatori stranieri.
Uno sguardo oltre la finestra.
Ma se è facile avere un'istantanea di ciò che avviene in casa nostra, altrettanto non si può dire degli scenari macro-economici. Le notizie di cronaca che filtrano da giornali e tv risultano assai frammentate rispetto al quadro geopolitico internazionale, quello a cui gli imprenditori dovrebbero far riferimento nel prendere decisioni critiche per lo sviluppo delle proprie attività all’estero.
A dissipare la coltre di nebbia e far chiarezza su che cosa è l’internazionalizzazione (e su cosa non è) ci ha pensato il dott. Roberto Corciulo, fondatore e partner di IC&Partners. Con oltre 20 sedi estere, la società di Udine si è presentata come profonda conoscitrice delle dinamiche politiche, economiche e finanziarie che influenzano – direttamente e indirettamente – anche il destino delle PMI del nostro territorio.
I punti salienti dell’intervento del dott. Corciulo hanno toccato aspetti strategici per gli imprenditori che intendono affacciarsi ai mercati esteri.
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…
E sull’impresa!
Dopo una panoramica così attenta e gli affascinanti risvolti della sua presentazione, non possiamo che essere concordi con il dott. Corciulo su questo. Di conseguenza, la responsabilità degli imprenditori desiderosi di estendere i propri affari oltre i confini nazionali è quella di farsi trovare pronti e preparati. Ed è proprio per questa ragione che con GoToWorld, IC&Partners vuole offrire un programma di avvicinamento ai mercati esteri basato su tre step:
Prima di fare i bagagli, è saggio sapere dove l’azienda vuole arrivare. Le indicazioni migliori sono di sicuro disponibili presso IC&Partners: Via Roma, 43 int. 8 - Udine, tel. 0432 501591, email info@icpartners.it, web www.icpartners.it.
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