Ti presento un libro...
Autore: Alessandro Chelo
Titolo: Il Manager mancino: il tuo successo manageriale e il piede sinistro di Maradona.
Editore: Sperling & Kupfer, 2008.
Alessandro Chelo è un esperto di leadership e gestione del talento nelle imprese. È presidente di Opera, società di consulenza e formazione manageriale, che diffonde una concezione umanistica della leadership nelle organizzazioni. Autore di numerosi testi, in cui, partendo dalla propria esperienza lavorativa, mette a disposizione dei lettori il meglio di quanto viene scoprendo e ottenendo attraverso la propria attività. Presiede QUIeORA, associazione di manager e imprese che finanzia progetti formativi per le scuole. Comunicatore veramente coinvolgente e innovativo, che sa unire competenza manageriale e anima umanistica.
Perché si parla di manager mancino?
Perché solitamente i manager si concentrano sul voler far fare ai propri collaboratori quello che essi, manager, pensano che vada bene, senza, però, domandarsi se quello che sta facendo qualche collaboratore e il modo in cui lo sta facendo non sia, invece, la soluzione più adatta.
Un esempio chiarisce questo concetto davvero innovativo, anzi rivoluzionario. Ricordate Diego Armando Maradona? Sì, proprio lui, el Pibe de oro, come venne soprannominato. Ebbene, quel talento del calcio non sapeva affatto usare il piede destro, ma usava in modo eccellente quello sinistro. Chi se ne accorse? Un talent scout, certo Francisco Cornejo, il quale, anziché sottoporre il ragazzino Dieguito ad estenuanti allenamenti perché migliorasse l’uso del piede destro, gli fece raggiungere l’eccellenza nell’uso del piede sinistro.
Ecco, dunque, la tesi del libro.
Non limitarti a considerare i difetti dei tuoi collaboratori, ma mettili nella condizione di far brillare i loro punti di forza.
Una vera rivoluzione nella leadership.
L'Autore sostiene: “La filosofia del piede sinistro vuole che ogni persona abbia un suo piede sinistro. Può non saperlo, non vederlo, boicottarlo, ma ce l’ha. Nel corso del mio lavoro ho chiesto a molti manager quali fossero i principali limiti dei loro collaboratori e non ho avuto grandi problemi a ottenere una risposta; ma quando ho domandato quale fosse il principale talento di quelle persone, ho incontrato maggiori difficoltà”.
Occorre guardare i collaboratori con lo sguardo di chi desidera “stanare il talento”, non giudicare l’esistente; si tratta di cambiare il proprio punto di vista da “come dovrebbe essere per migliorare” a “che cosa può scegliere di fare per essere un campione”.
La ricetta in tre mosse per il leader.?
Buon lavoro a voi!
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