Scegliere i propri collaboratori: una bella impresa!
Anche nelle aziende, l'uomo è spinto ad agire in base a schemi ripetitivi. Ecco la motivazione per la quale, nonostante sia passato più di un secolo, le teorie del Fordismo e del Taylorismo non vengono solo studiate nei libri di scuola, ma spesso ancora applicate nel lavoro quotidiano.
E' arrivato il tempo di prendere coscienza di un dato oggettivo: geograficamente e temporalmente, siamo ben lontani dai grandi agglomerati di manodopera in cui si sono sviluppate questi due capisaldi di gestione delle risorse umane.
Quindi, è ora di riaprire gli schemi mentali a nuove concezioni del lavoro.
Partiamo dai giovani.
Questi non sono più alla ricerca del posto fisso in cui adeguarsi alle specifiche esecutive, spesso rigidamente imposte dal vertice organizzativo. Le nuove generazioni cercano confronto e condivisione continua, perchè le abbiamo cresciute insegnando ad esprimere le proprie idee, anche in ambito lavorativo.
E poi c'è il clima aziendale.
Non solo è finita l'epoca del rigido controllo sulle minime fasi esecutive, bensì sono tramontati anche tutti i controlli basati su "tempi e metodi": pratiche costose e inefficienti che sono state abbandonate in favore della ricerca dell'armonia e del dialogo costruttivo.
L'ascolto diventa così l'ago della bilancia del successo aziendale.
Se nei consueti colloqui di selezione del personale, tu e i tuoi selezionatori andate ancora alla ricerca dei curricoli per saper dove il candidato ha studiato o lavorato oppure quali esperienze ha fatto... forse, non andrete molto lontano.
Vi state limitando alle cose superficiali.
Notizie come queste possono certamente essere utili, ma non sono sufficienti e - soprattutto - non fanno la differenza tra un cavallo da tiro che può dare un contributo indifferente e un campione che può rivoluzionare le sorti dell'azienda.
"Il vero punto di svolta sta nel saper 'intuire' la persona che ci sta davanti".
Il segreto per assumere e far crescere collaboratori vincenti, sta tutto qui. Far parlare la persone, affinché ti dica lei stessa quali sono i suoi veri talenti: quelli che spesso possono costituire per l’azienda una vera scoperta e possono anche aprire la strada a nuove idee imprenditoriali.
La “persona giusta al posto giusto”?
Non è più sufficiente: ci vuole la persona "giusta" per l'impresa, ma in primis per se stessa.
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“Non ci siamo innamorati troppo di quello che facevamo. Ci siamo allenati a guardarci da fuori.”
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