Titolo: Intelligenza emotiva
Editore: Giunti, 2009
Chi è l’Autore. Margaret Chapman è una psicologa del lavoro, esperta, sia dal punto di vista teorico che operativo, di relazioni interpersonali in ambienti di lavoro.
Il suo interesse si sviluppa soprattutto nel campo dell’intelligenza emotiva come materia che riguarda essenzialmente il modo in cui leader, manager e imprenditori sanno capire e impiegare l’intelligenza dei propri collaboratori. I suoi studi e la sua attività servono a individui e gruppi per imparare come realizzarsi sul piano personale e professionale.
Tesi principale. Il testo, molto piccolo, tascabile (in inglese è chiamato: Pocketbook), ma denso di spunti anche pratici, di esercizi da fare sia individualmente che in gruppo - anche in azienda! - si può condensare in questo principio: per guidare con il giusto successo uomini e organizzazioni, oggi occorre che i leader, i manager e gli imprenditori sappiano riconoscere non solo l’intelligenza dei loro collaboratori, ma soprattutto la loro intelligenza emotiva.
Perché? Lo spiega l’ultimo premio Nobel per l’economia (ottobre 2017) Richard Thaler, il quale ha meritato tale ambito riconoscimento per avere dimostrato che perfino nelle più concrete azioni economiche ognuno di noi agisce non tanto in funzione della propria ragione fredda e calcolatrice, ma in funzione delle proprie emozioni, della propria psiche.
In breve, quando noi facciamo il nostro mestiere, qualunque questo sia, a guidarci nelle nostre scelte e nelle nostre decisioni, anche in quelle più materiali e di routine, sono i nostri istinti, le nostre emozioni, i desideri, gli impulsi, i sogni.
Dunque, per organizzare bene e in modo efficace l’azienda, è assolutamente necessario che i suoi leader sappiano gestire non solo, come si è fatto finora, le capacità tecniche, operative, razionali dei propri collaboratori, ma quell’immenso serbatoio di energia che, sinteticamente, chiamiamo intelligenza emotiva.
Si badi bene: non è un’idea dell’oggi, una pensata di qualche geniale studioso dei nostri tempi. L’Autrice ci ricorda che questa è un’intuizione che viene da lontano, addirittura dal filosofo greco Aristotele, che scriveva: "Occorre acquisire una rara abilità: arrabbiarsi con la persona giusta, fino al punto giusto, nel momento giusto, per lo scopo giusto e nel modo giusto".
Insomma, imparare a dare il giusto spazio all’anima! Perché? “Le doti di intelligenza emotiva, per le posizioni di vertice, spiegano l’85% di ciò che distingue i manager di eccellenza da quelli mediocri” (D. Goleman).
Che cos’è l’intelligenza emotiva. Secondo l’Autrice, l’intelligenza emotiva è:
1. Sapere che cosa provate voi, che cosa provano gli altri e che cosa farne;
2. Sapere che cosa è piacevole e che cosa è spiacevole e come si può passare dallo spiacevole al piacevole;
3. Essere consapevoli, sensibili e avere le capacità che ci servono per mantenere a lungo benessere e felicità.
In breve, l’intelligenza emotiva è imparare a usare tutte le nostre emozioni con intelligenza.
Perché è necessario saper gestire l’intelligenza emotiva. Perché tutti noi ci troviamo in almeno una di queste situazioni:
Crescere sembra implicare il cambiare continuamente. Costruire, invece, richiede tempo, continuità, tenuta. Richiede relazioni lunghe.
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Perché il punto non è avere una storia.
Tutti ce l’hanno.
Il punto è decidere se usarla.
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Dove stai perdendo tempo ogni settimana, senza creare valore?
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