• 15 settembre 2016

La musica di un sogno

Ti presento un libro...
 
Titolo: La musica di un sogno.
Autore. Paolo Zanarella, imprenditore padovano
Editore: Cairo
 
Chi è l'Autore: ora è un pianista "fuori posto", come dice il sottotitolo del libro, che è una originale autobiografia di un imprenditore padovano, non ancora cinquantenne. Fuori posto perché si esibisce in luoghi in cui nessuno finora si è mai messo a suonare il pianoforte: sopra il Canal Grande, in alta montagna, lungo i marciapiedi delle città, su una piattaforma sopraelevata davanti al Casino di san Remo. Insomma, fuori posto rispetto alle sale da concerto in cui siamo, da secoli, abituati ad ascoltare un concertista di pianoforte.
 
Perché una cosa è portare la tromba o il sax o il violino in giro per le strade; ben altra cosa è portare, addirittura sopra il Canal Grande (ma in progetto c'è anche la Senna ed il Tamigi) un pianoforte a mezza coda. Ma il nostro imprenditore ha rivelato anche in questo le sue straordinarie doti di inventiva, creatività, soluzione di problemi e, soprattutto, capacità di ispirare.
 
In breve la storia. Quarto di sei figli, classe 1968, avvia con i fratelli un'azienda di oltre cinquanta addetti che produce borse di carta. Hanno successo, ma dentro al cuore Paolo sente prorompente il richiamo della musica, che, dice lui stesso, era stata sempre la cornice in cui era vissuta tutta la famiglia. La fisarmonica, infatti, era lo strumento che anche il papà desiderava che venisse suonato da qualcuno dei figli.
 
Ma Paolo è stregato dal pianoforte, che arriva a caricare in un furgone, dotato di un apposito montacarichi da lui predisposto, con il quale inizia a girare l'Italia. Problemi? A non finire, soprattutto per  via dell'occupazione indebita del suolo pubblico. Dice Paolo: "Nella vita oltre alla nascita e alla morte, c'è un'unica certezza: la multa sul parabrezza".  Ma la gente lo apprezza, si ferma incuriosita, dialoga con lui mentre le sue dita volano sulla tastiera, tra jazz, musica classica e, soprattutto - questo è il suo piatto forte - la musica che lui compone improvvisando, sollecitato dalle persone, piccini e grandi, che incuriosite lo avvicinano. Perché Paolo suona ore ed ore, anche con il freddo.
 
Perché deve interessare questa vicenda? Paolo non è un clochard, perché una famiglia (moglie e tre figli) ed una fissa dimora ce l'ha. Interessa, soprattutto ad un imprenditore, conoscere e capire due cose di notevole rilievo.
 
Primo, come si può essere liberi, perfino liberi di fronte alla propria azienda. Infatti Paolo continua a ricoprire un ruolo in azienda, ma lo vive con l'animo fedele al compito e nello stesso tempo disinvolto, alto, leggero. Mentre crea le sue melodie, si riempie di energia che poi trasferisce nel lavoro.
 
Secondo, come è possibile trovare soluzioni anche a problemi insoliti. Lui si è chiesto: "Perché la gente dovrebbe uscire di casa per andare in un teatro ad ascoltare qualcuno che è sconosciuto? Vado io dove è la gente!" È l'esempio vivente del sogno che si realizza, degli obiettivi che si raggiungono e nello stesso tempo si fanno sempre più grandi. Del resto Paolo vive pienamente il motto di un grandissimo della musica, Herbert von Karajan: "Se hai raggiunto completamente i tuoi obiettivi, vuol dire che non erano affatto grandi".
 
Alcune chicche da imprenditore per imprenditori.
  1. Se continuo a fare quello per cui non mi sento chiamato, a ottant'anni avrò anche un bel conto in banca, ma il bilancio della mia vita sarà positivo?
  2. Non debbono essere la mancanza di alternative o la paura a impedire il cambiamento, pena una durevole insoddisfazione e certamente l'impossibilità di essere felici.
  3. Se si sogna da soli, è solo un sogno; se si sogna assieme, è la realtà che comincia.
  4. Bisogna vivere al cento per cento delle nostre capacità e potenzialità e non al cinquanta, per non deludere o per non trascurare la famiglia, che peraltro funziona solo se ogni suo componente vi si realizza pienamente.
  5. Amare significa consentire a chi cammina al nostro fianco di poter esprimere se stesso e la sua vera natura.
  6. Non è mai troppo tardi per essere quello che saresti potuto essere.
  7. Sulla nostra porta c'è scritto progresso, non perfezione.
  8. Quello che coltivo nella mia ricerca quotidiana è l'intensità del mio sentire, la profondità del mio contatto con il tutto.
  9. Ritorna con i piedi per terra, ma, come dice un proverbio argentino, il ballo che hai ballato non te lo toglie nessuno.
  10. Tutto quello che ci circonda e che siamo stati capaci di creare, produrre o anche solo immaginare, dovrebbe essere inteso come uno strumento in più per migliorare la qualità di vita degli esseri umani, non una scusa per asservirci a nuove sottomissioni e schiavitù.
  11. Se fossimo in grado di tenere sempre viva la consapevolezza che il fine ultimo di tutto quello che stiamo facendo in ogni istante della nostra vita è sempre e solo il miglioramento del genere umano, tutto avrebbe una soluzione, perché tutto avrebbe un significato profondo.
  12. Il mio messaggio? "Tenete viva la passione dentro di voi, alimentatela, non ascoltate le critiche di chi ha lasciato che un registratore di cassa prendesse il posto del cuore".

_____________________________________________________________________________________________________________________

Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

 

 

    Condividi


Altre news

AdHoc + Lovat Book Club - 3° incontro: La Storia

19 giu

AdHoc + Lovat Book Club - 3° incontro: La Storia

Consigli di lettura Recensione eventi

È stato un viaggio dentro la storia, la memoria e l’immaginazione..
Leggi di più

    Condividi