“La quiete dopo la tempesta”. Citando il Leopardi nazionale, questo si sente di affermare Lino Sartori dopo aver analizzato per AdHoc il Rapporto Censis 2017.
Scenario senza dubbio incoraggiante, ma ancora lontano dall’essere idilliaco. Perché sì “Passata è la tempesta”, eppure manca il secondo verso della poesia, ovvero “Odo augelli far festa”.
I dati dimostrano che ci siamo lasciati la crisi profonda alle spalle, anche se questo non vale proprio per tutti gli operatori e i settori economici. Pare regnare una calma diffusa, in cui il mercato ha ripreso sì a girare, ma non allo stesso modo di prima.
L’epoca dei boom economici trasversali è definitivamente tramontata.
Oggi più che mai occorre ascoltare, sentire, percepire, indagare il mercato per identificare quali sono le nicchie di bisogni che bramano di essere soddisfatti.
Un esempio? L’edilizia ha ancora il fiatone perchè la generazione dei 35/45 anni ha smesso di vedere nel mattone la massima realizzazione delle proprie aspirazioni. Anzi, è quasi più portata a camuffarsi da giovanotta, assumendo stili di vita e modelli comportamentali più simili a quelli dei veri Millenials.
Ecco la ragione per cui i settori della cura si sé e del turismo stanno andando alla grande.
Negli anni più bui, gli italiani hanno rinunciato a tutto (dall’abbigliamento alla spesa quotidiana), ma non hanno risparmiato un centesimo quando si trattava di benessere, girare il mondo, intrattenimento e tecnologia digitale.
L’Italia ha cambiato mentalità.
Oggi si punta su ciò che è virale, su ciò che la rete digitale predica: il senso critico, l’opinione personale, le diversità vengono messe da parte. Siamo un popolo virtualmente connesso che vive nella più totale sconnessione relazionale.
L’unica buona abitudine che pare rimasta ben salda, è quella al risparmio. L’Italia, dice il CENSIS, naviga su un mare di denaro liquido: le famiglie sono assai meno indebitate rispetto alla media europea (nonostante i redditi medi bloccati da otto anni) e su 100 euro guadagnati, gli italiani riescono ancora a metterne da parte 8 (quasi come dieci anni fa, quando ne risparmiavano ben 11).
Come si traduce tutto questo nel mondo delle imprese produttive e delle attività di servizio?
Bisogna ripartire. E bisogna farlo in fretta.
Perchè è vero che camminare è meglio di stare fermi, però ci sono Paesi (come il Portogallo) che stanno volando grazie alla spinta dei consumi interni.
Le strade da intraprendere sono tante, come:
Dopo un decennio di grigiore, il Cenisis ci consegna finalmente un’Italia a colori.
Ora tocca a noi “muovere il culo”.
Scusate il francesismo.
“Non ci siamo innamorati troppo di quello che facevamo. Ci siamo allenati a guardarci da fuori.”
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