Lavoro che viene e lavoro che va.
Sempre è stato così, da quando l’uomo ha capito che innovare è una necessità. Ogni macchina, basti pensare agli inizi dell’industrializzazione in Inghilterra, ha sostituito alcune braccia ma ha domandato anche nuove teste.
Oggi il discorso è più delicato, in quanto la robotizzazione spinta, almeno allo stato attuale, non sempre ha aperto tanti spazi professionali quanti ne ha messi a rischio. Ma la riflessione andrebbe dettagliata meglio e la rimandiamo ad altra occasione.
Intanto, però, è utilissimo sapere che il nostro mercato del lavoro sta attendendo, come la terra secca attende la pioggia, profili di alto livello nel vasto dominio del digitale.
Come si può leggere nell'articolo de Il Mattino di Padova a questo link, non si può parlare solo di moda, tendenza o segno dei tempi. Credo che si tratti di qualcosa di più profondo, che merita, se non altro, di essere conosciuto e presidiato soprattutto dalle aziende che vogliono restare al passo dei tempi.
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“Non ci siamo innamorati troppo di quello che facevamo. Ci siamo allenati a guardarci da fuori.”
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