• 14 giugno 2017

Osservazione

Filosofia in azienda Formazione

Autori: Patrizio Paoletti, Antonella Selvaggio

Titolo: Osservazione

Editore: 3P, 2011

Chi sono gli Autori. Paoletti è un affermatissimo specialista in comunicazione relazionale, che da oltre tre decenni calca palcoscenici e aule universitarie in varie parti. Attraverso il metodo da lui fondato, PTM (Pedagogia per il Terzo Millennio), con il quale mette in sinergia discipline diverse, quali pedagogia, psicologia, filosofia, sociologia e neuroscienze, aiuta anche manager e imprenditori a individuare in se stessi i fattori importanti che costituiscono la vera differenza e ricchezza di ciascuno. Selvaggio è una psicoterapeuta che, mediante il sistema denominato EMDR (Desensibilizzazione e Riprocessamento tramite Movimenti Oculari), sorto negli USA verso gli anni Ottanta, porta coloro che ricoprono ruoli apicali a gestire il complesso fenomeno dello stress.  

Quindi siamo in compagnia di due persone che possono dare un sicuro aiuto soprattutto nell’ambito del sempre complicato campo delle relazioni interpersonali.

Tesi del testo. Per conoscere se stessi e per capire come funzionano i meccanismi con i quali ci interfacciamo con gli altri, è necessario avere coscienza di come noi stessi osserviamo.

Infatti l’osservazione, contrariamente a quanto si pensa, non è affatto un atto né semplice né neutrale, ma porta con sé un grande bagaglio di idee, pregiudizi, condizionamenti, che determinano quello che noi stessi osserviamo. Perché accade ciò?

Perché, sostengono i due Autori, tra la percezione attuata con i nostri sensi e le cose o i fatti percepiti esiste sempre un terzo elemento, una sorta di filtro, che riporta alla nostra coscienza non le cose come stanno in realtà, ma le cose come quel determinato filtro ci consente di vedere, sentire, gustare, toccare, udire. In breve, si osserva sempre attraverso lenti deformate e deformanti.  

È facile, pertanto, capire la necessità di avere una chiara consapevolezza di questo nostro modo di osservare, per non essere ingannati da quello che vediamo e, quindi, per non prendere decisioni errate a causa di una nostra distorta visione della realtà.

Spunti salienti.  

  1. Il nostro cervello è costituito da emisfero destro e emisfero sinistro. Quando l’emisfero destro agisce in modo autonomo, istintivo, che potrebbe anche essere nocivo per il nostro organismo, l’emisfero sinistro mette in atto un processo che serve a salvaguardare il nostro equilibrio complessivo. In altre parole, in noi esiste una sorta di interprete che interviene ogni volta che vede minacciata la nostra armonia psicofisica e questo lo fa per garantirci equilibrio nella nostra vita.
  2. Nella nostra vita dobbiamo sempre “essere orientati”, ovvero posizionarci rispetto ad una meta, in modo da avere chiara per noi e per gli altri la direzione verso la quale intendiamo muoverci. La mancanza di un tale orientamento è spesso all’origine delle incomprensioni interpersonali, perché, se noi non sappiamo con chiarezza dove vogliamo andare, nemmeno gli altri potranno assecondarci con il loro comportamento.
  3. Una diretta applicazione del concetto di “essere orientati” è la decisione di coinvolgere i collaboratori nel perseguimento degli obiettivi aziendali. Come possiamo pretendere da un nostro subalterno la sua piena e onesta collaborazione, se non gli abbiamo comunicato in modo efficace la direzione alla quale vogliamo tendere?
  4. Per osservare correttamente noi stessi e gli altri, dobbiamo essere consapevoli che non possiamo estraniarci dal contesto in cui ci troviamo. Per usare una metafora, noi siamo come quel marinaio che, accortosi che la nave ha una falla, è costretto a ripararla non rifugiandosi in un porto fermo e sicuro, ma mentre sta navigando in mezzo all’oceano.

In conclusione, prima di osservare gli altri, dobbiamo esercitarci a osservare noi stessi, comprendendo come noi funzioniamo, ovvero come noi reagiamo di fronte agli eventi. Benché non sia sempre gradevole ammetterlo, occorre prendere atto che noi, per lo più, ci lasciamo guidare dallo schema “stimolo – risposta”, esattamente come il nostro cagnolino o qualsiasi altro essere animato. Cioè, alla base del nostro comportamento, anche quando ci pare di avere preso una decisione con freddezza, stanno i riflessi condizionati. Da chi e da che cosa? Certamente dall’ambiente, dalla società, da tutto quanto è a noi esterno, ma, primariamente, da noi stessi. I primi a condizionarci siamo noi stessi. In quale modo?

Qui si apre il vasto ambito del rapporto tra la nostra volontà e il nostro destino. Questa è la tesi finale dei due Autori:

“Ognuno di noi è sicuramente influenzato da fattori come i geni, l’educazione, l’ambiente, ma non è da essi determinato. Al contrario, ciascuno può dimostrare a se stesso la possibilità di autodeterminarsi potendo scegliere, tra le molte risposte possibili ad ogni stimolo, quella che ritiene, di volta in volta, la più adeguata”. 

Ce n’è abbastanza per essere stimolati a divorare questo libricino, che si lascia leggere, con facilità e interesse, anche in treno, in aereo o mentre si attende un cliente ritardatario.

È particolarmente indicato per coloro che, professionalmente, sono leader, cioè hanno il compito di condurre altre persone verso obiettivi condivisi.

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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