Ti presento un libro...
Autore: John Adair
Titolo: Piccolo Manuale di Leadership Confuciana
Editore: BUR, 2017.
Chi è l’Autore. È stato un grande antropologo statunitense, vissuto nel secolo scorso. Per definizione, un antropologo è una persona curiosa, ovviamente non nel senso di un ficcanaso nelle faccende altrui. L’antropologo è uno che vuole capire a fondo chi è l’uomo, come vive, perché vive in certo modo, come mai ha o non ha certi valori.
Per soddisfare questa sua sete di sapere, di solito intraprende viaggi strani, insoliti, dove non ci sono le masse di turisti, dove la cosiddetta civiltà non è ancora arrivata. Soprattutto, poi, l’antropologo, come è il caso del nostro Autore, sa mettere a confronto le diverse culture, le differenti visioni del mondo, non solo per capirle nella loro originalità, ma anche per capire come siamo arrivati fino a noi, come mai noi siamo fatti così, come mai pensiamo esattamente come pensiamo.
La tesi del libro. Si parla, soprattutto nelle cosiddette scuole di management, di leadership e vengono insegnate tecniche e metodi per essere leader di successo. Ma sappiamo veramente che cosa significhi essere un leader? Ecco la risposta di Adair: “Per essere un vero leader, bisogna avere una conoscenza profonda della natura umana”. Quindi il leader dovrebbe essere, innanzi tutto, un esperto in umanità.
Il nostro Autore suggerisce una strada, forse un po' più lenta ma più sicura, una strada che viene da lontano e sulla quale hanno camminato i veri e grandi leader della storia, a cominciare da Confucio, passando per Socrate, per i maestri di vita e di pensiero medievali (monaci, abati, abbadesse), fino ai grandi strateghi militari e statisti degli anni più recenti.
In sintesi, il leader deve avere in mente un solo obiettivo: guidare gli altri. Ma per guidare occorre stare davanti, in prima fila soprattutto di fronte alle difficoltà. E prima ancora? È necessario avere un pensiero chiaro, idee ben ponderate. Prima che uomo di azione, il leader è un uomo di pensiero. “Se il pensiero non è chiaro, gli affari non giungono a compimento”.
Perché Confucio? Non per indulgere alla moda, come spesso accade quando, soprattutto se non si conosce l’erba di casa propria, si dice che quella del vicino è sempre più verde. Il nostro Autore non è un fanatico di orientalismo per il gusto di disprezzare la civiltà occidentale. Egli parte da Confucio, dai suoi scritti e dalla sua vita, ma attraversa i contributi più significativi che l’intera cultura occidentale ha saputo produrre.
Quindi quest’operetta, che è proprio un libricino tascabile, un pocket book, è, come dice il titolo, un “piccolo manuale”, al quale si può attingere per trovare ispirazione nelle varie occasioni in cui ci capita di dovere o volere guidare altre persone verso obiettivi condivisi.
Alcune chicche.
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