• 07 settembre 2017

Piccolo Manuale di Leadership Confuciana

Consigli di lettura Formazione

Ti presento un libro...

Autore: John Adair

Titolo: Piccolo Manuale di Leadership Confuciana

Editore: BUR, 2017.

Chi è l’Autore. È stato un grande antropologo statunitense, vissuto nel secolo scorso. Per definizione, un antropologo è una persona curiosa, ovviamente non nel senso di un ficcanaso nelle faccende altrui. L’antropologo è uno che vuole capire a fondo chi è l’uomo, come vive, perché vive in certo modo, come mai ha o non ha certi valori.

Per soddisfare questa sua sete di sapere, di solito intraprende viaggi strani, insoliti, dove non ci sono le masse di turisti, dove la cosiddetta civiltà non è ancora arrivata. Soprattutto, poi, l’antropologo, come è il caso del nostro Autore, sa mettere a confronto le diverse culture, le differenti visioni del mondo, non solo per capirle nella loro originalità, ma anche per capire come siamo arrivati fino a noi, come mai noi siamo fatti così, come mai pensiamo esattamente come pensiamo.  

La tesi del libro. Si parla, soprattutto nelle cosiddette scuole di management, di leadership e vengono insegnate tecniche e metodi per essere leader di successo. Ma sappiamo veramente che cosa significhi essere un leader? Ecco la risposta di Adair: “Per essere un vero leader, bisogna avere una conoscenza profonda della natura umana”. Quindi il leader dovrebbe essere, innanzi tutto, un esperto in umanità.

Il nostro Autore suggerisce una strada, forse un po' più lenta ma più sicura, una strada che viene da lontano e sulla quale hanno camminato i veri e grandi leader della storia, a cominciare da Confucio, passando per Socrate, per i maestri di vita e di pensiero medievali (monaci, abati, abbadesse), fino ai grandi strateghi militari e statisti degli anni più recenti.

In sintesi, il leader deve avere in mente un solo obiettivo: guidare gli altri. Ma per guidare occorre stare davanti, in prima fila soprattutto di fronte alle difficoltà. E prima ancora? È necessario avere un pensiero chiaro, idee ben ponderate. Prima che uomo di azione, il leader è un uomo di pensiero. “Se il pensiero non è chiaro, gli affari non giungono a compimento”.  

Perché Confucio? Non per indulgere alla moda, come spesso accade quando, soprattutto se non si conosce l’erba di casa propria, si dice che quella del vicino è sempre più verde. Il nostro Autore non è un fanatico di orientalismo per il gusto di disprezzare la civiltà occidentale. Egli parte da Confucio, dai suoi scritti e dalla sua vita, ma attraversa i contributi più significativi che l’intera cultura occidentale ha saputo produrre.

Quindi quest’operetta, che è proprio un libricino tascabile, un pocket book, è, come dice il titolo, un “piccolo manuale”, al quale si può attingere per trovare ispirazione nelle varie occasioni in cui ci capita di dovere o volere guidare altre persone verso obiettivi condivisi.  

Alcune chicche.  

  1. Non il grido, ma il volo dell’anatra selvatica conduce lo stormo a volare e seguirla.
  2. La chiarezza del pensiero è un elemento essenziale per una leadership efficace.
  3. Il leader usa sempre parole corrette che corrispondono alla realtà dei fatti; se non usa parole corrette, gli affari non giungono a compimento; quando dice qualcosa, quello che dice deve poter essere tradotto nei fatti.
  4. Il leader deve fungere per gli altri da modello ideale di comportamento.
  5. Il leader è uno che viaggia, cioè uno che guarda avanti, sta davanti e sprona gli altri a guardare avanti.
  6. Se vuole che gli altri lo seguano, il leader deve sempre essere davanti: questo basta a motivarli.
  7. La metafora più antica del leader è quella del pastore, che esprime le tre responsabilità del vero leader: il compito, che consiste nel portare le pecore nei pascoli migliori per sfamarsi; il gruppo, per tenere sempre unite le pecore in modo che lupi e predatori non attacchino chi è isolato; l’individuo, perché il pastore deve prendersi cura singolarmente di ogni pecora.
  8. La responsabilità del leader si concretizza in queste azioni: fissare l’obiettivo, pianificare, controllare, valutare, sostenere e incoraggiare.
  9. Ci possono essere leader a vari livelli pur all’interno della stessa realtà (aziendale, organizzativa, sociale): il leader di team (colui che ha la responsabilità di un intero gruppo dentro una organizzazione); il leader operativo (chi ha una responsabilità pratica specifica); il leader strategico (chi ha la responsabilità complessiva di una operazione). Occorre che il leader sappia riconoscere e sostenere queste diverse leadership.
  10. Devi tu per primo essere il cambiamento che vuoi vedere negli altri (Mahatma Gandhi).
  11. Leadership attraverso l’esempio: “Più autorità eserciti, più sarà lunga l’ombra che getti”. Quindi, sii davvero un esempio per gli altri!

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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