Più zero virgola uno o più zero virgola due ? Cresciamo per virtù nostra o perché sono gli altri a trainarci / trascinarci? E quanto fiato avremo in corpo? Durerà?
Sono le domande che nell’ultimo triennio hanno tenuto banco. Se non fossero indice di una malattia grave della nostra economia o, peggio, della nostra società, direi che siamo come quegli inglesi che, assillati dalla meteorologia, guardano ogni quarto d’ora le previsioni meteo per capire se la nuvoletta stazionerà sopra la loro contea o si sposterà su quella vicina.
Un confronto con quanto avviene altrove – e ovviamente dobbiamo avere il coraggio e la lucidità di confrontarci con chi va meglio di noi, sotto questo aspetto, la solita Germania – ci serve a dissipare ogni nebbia e, sperabilmente, a farci dare una scossa.
Un recente studio di Francesco Giavazzi, docente di economia alla Bocconi, al MIT di Boston, oltre che a Essex (Inghilterra), Padova, Venezia e Bologna, riassume in modo eccellente la situazione.
Industria 4.0 è una sorta di verbo in Germania, dove c’è piena occupazione. Ci sono aziende tedesche che vanno a reclutare lavoratori in Spagna, offrono loro weekend in Germania affinché decidano di trasferirsi. Ovviamente perderai operai generici sostituiti dai robot, ma si formeranno altre figure professionali. I
l punto è che noi in Italia siamo nel mezzo, perché non vogliamo Uber e proteggiamo i tassisti, e nel contempo siamo indietro su Industria 4.0 perché temiamo che l’innovazione spazzi via posti di lavoro. Con l’avvento dell’auto i carrettieri hanno perso la posizione, ma è pure accaduto qualcos’altro.
Non è vero che innovazione e tecnologia creano disoccupazione, il fenomeno avviene dove non vengono applicate.
(Nordest Economia 21 febbraio 2017)
Dunque, in Germania si incoraggiano, spesandoli, i giovani spagnoli a venire a visitare le strutture produttive tedesche, perché decidano di impiegarsi lì, mentre noi in Italia abbiamo bisogno di professioni medio basse, talora di dubbia provenienza.
Industria 4.0 è solo uno slogan governativo, o una indicazione di percorso, obbligato, che le nostre imprese decidono di imboccare?
La scelta non tocca solo alle Istituzioni, ma, primariamente, agli Imprenditori, a quelli che pretendono di essere scritti con l’iniziale maiuscola.
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“Non ci siamo innamorati troppo di quello che facevamo. Ci siamo allenati a guardarci da fuori.”
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