• 12 aprile 2017

Se le Aziende producessero Cultura

Filosofia in azienda Formazione

Questa è bella: l’azienda che si mette a fare cultura!

Quindi, niente più pinze, tenaglie e torni, niente più robot, software e ICT, ma … cultura! E perché no?  

Leggi questi dati. I ridotti sbocchi professionali sono la principale causa di insoddisfazione delle scelte universitarie. La ridotta attrattività dell'istruzione universitaria è ormai un fenomeno di lungo periodo.

Anche se il lieve cambio di segno delle immatricolazioni nell'anno accademico 2014-2015 (+1,1% sull'anno precedente) fa sperare in una inversione di tendenza, rimane un dato pesante:

  • A quattro anni dal conseguimento del titolo, il 68,4% dei laureati dichiara l'interesse disciplinare quale principale motivo per la scelta del percorso universitario intrapreso, seguito a lunga distanza dalla convinzione che l'immatricolazione al corso di laurea preferito garantiva buone prospettive lavorative (16,3%).

In altre parole, chi si iscrive ad un corso di laurea non lo fa quasi mai nella convinzione di fare un investimento anche di tipo professionale, ma lo fa solo per “passione” verso una certa area di studi.

Soprattutto le donne sono molto deluse per le scarse opportunità professionali collegate agli studi universitari.

In relazione a questi dati, che – non dimentichiamolo – sono purtroppo di lunga durata (io personalmente li sto rilevando dal 1982, ahimè!) si possono fare molte osservazioni; ma qui mi limito ad una sola.

Perché le aziende, anche le PMI, non fanno capire che anche loro creano sapere e quindi cultura?

Mi riferisco non tanto alle aziende attive nel vasto campo delle Information and Communication Technologies (ICT), ma primariamente alle numerosissime aziende che anche nel 2016 hanno segnato valori positivi nel panorama italiano, ovvero quelle del settore manifatturiero.

In Italia, purtroppo, persiste ancora una pessima immagine e percezione del mondo del fare manuale, della fabbrica, dell’officina, della bottega.

Perché? Due sono, a mio avviso, le ragioni:

  1. La maggior parte dei docenti non ha mai messo piede in una bottega;
  2. La maggior parte delle botteghe (aziende, fabbriche, officine) non si è mai preoccupata di far capire che, anche con il tornio, si fa cultura.

Allora, in attesa che cambi la mentalità di oltre 700.000 docenti, forse è il momento che le botteghe “pubblicizzino” la loro cultura.

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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