Lo scorso workgroup ha visto protagonista Sergio Zorzi, ex rugbista e allenatore di alto livello, in un intervento che ha intrecciato con maestria le dinamiche del rugby con quelle del business. Il tema centrale non è stato solo l’importanza del team, ma una riflessione più profonda su leadership, errori, crescita personale e spirito competitivo. Un viaggio che ha portato i partecipanti a interrogarsi su come affrontare le sfide non solo nel lavoro, ma nella vita.
Decomprimere l'io per donarlo al noi
Nel rugby, così come nel business, il talento individuale è una risorsa, ma è la capacità di metterlo al servizio del gruppo che fa la differenza. Zorzi ha insistito su un concetto potente: il passaggio dall’"io" al "noi" non è una perdita, ma un’espansione. Un giocatore che pensa solo a sé può essere straordinario, ma una squadra in cui ognuno gioca per l’altro diventa inarrestabile.
Questa logica si applica perfettamente alle aziende e ai gruppi di lavoro: le persone più efficaci non sono quelle che cercano di emergere a tutti i costi, ma quelle che sanno valorizzare i talenti altrui, costruendo un ecosistema di fiducia e supporto reciproco. Solo così il team diventa più della somma delle sue parti.
L'errore come alleato
Uno dei momenti più intensi dell’intervento è stato dedicato al rapporto con l’errore. Nel rugby, cadere è parte del gioco. Il vero problema non è sbagliare, ma non sapersi rialzare. Lo stesso vale nel business: chi teme l’errore rimane fermo, chi lo accetta come una tappa necessaria della crescita è già un passo avanti.
Zorzi ha raccontato episodi della sua carriera per sottolineare come gli errori siano strumenti di apprendimento, non marchi di fallimento. Ogni errore porta con sé un’informazione preziosa: cosa non ha funzionato? Come posso migliorare? Nel mondo aziendale, questo approccio trasforma le difficoltà in opportunità, generando un mindset vincente.
In ognuno c'è una crepa, ed è da lì che entra la luce
Un vero leader non si limita a costruire la propria forza, ma impara a vedere le fragilità negli altri. Non per giudicarle o nasconderle, ma per trasformarle in occasioni di crescita. Sergio Zorzi ha sottolineato come un allenatore capace di riconoscere queste ‘crepe’ nei propri giocatori possa aiutarli a sviluppare il loro massimo potenziale. È attraverso queste fragilità che emergono consapevolezza, apprendimento e trasformazione.
Nel rugby, come nel business e nella vita, non si diventa grandi ignorando le debolezze, ma imparando a valorizzarle. I migliori allenatori e leader sanno che è proprio accettando e lavorando sulle vulnerabilità altrui che si costruiscono atleti, professionisti e persone di livello.
L’avversario più difficile da battere non gioca nell’altra squadra
Uno degli spunti più provocatori dell’intervento è stato questo: il vero avversario non è fuori, ma dentro di noi. Nel rugby si può affrontare un avversario più forte e batterlo con strategia e determinazione, ma se non si riesce a superare i propri blocchi mentali, le proprie paure o insicurezze, allora la partita è già persa.
Nel mondo del lavoro, la competizione è spesso vista come una lotta contro gli altri. Ma la verità è che la battaglia più importante è con noi stessi: con le nostre resistenze al cambiamento, con il timore di sbagliare, con la tendenza a restare nella nostra zona di comfort. Solo chi sa lavorare su sé stesso può realmente crescere e fare la differenza.
Ci vuole la fame e l’umiltà del secondo per arrivare primo
Un altro concetto chiave dell’intervento di Zorzi è stato il valore della fame e dell’umiltà. Chi parte da una posizione di vantaggio spesso si sente già arrivato, chi invece deve inseguire ha una motivazione in più. Nel rugby, le squadre che vincono non sono solo quelle con i migliori giocatori, ma quelle con la maggiore determinazione a migliorarsi.
Lo stesso vale nelle aziende: chi si sente già “primo” rischia di perdere slancio, chi invece ha la mentalità del secondo sa che deve dare il massimo, ogni giorno, per raggiungere il vertice. L’umiltà di mettersi in discussione e la fame di crescita sono le vere armi vincenti.
Un evento coinvolgente e ispiratore
L’incontro con Sergio Zorzi non è stato solo una lezione su rugby e business, ma un’esperienza che ha toccato corde profonde. Con un mix di passione, esperienza e autenticità, ha trasmesso ai partecipanti la necessità di pensare come una squadra, di abbracciare l’errore, di accettare le proprie vulnerabilità e di lavorare costantemente su sé stessi.
Non possiamo che ringraziare Sergio!
L’evento ha lasciato un segno, dimostrando che il successo, nello sport come nella vita, non è solo questione di talento, ma di mentalità, dedizione e capacità di fare squadra. Perché alla fine, le sfide più grandi non si vincono da soli, ma insieme.
Se anche tu vuoi trasformare le sfide in opportunità di crescita, contattaci!
segreteria@adhocgroup.it oppure al 3316601249
“Non ci siamo innamorati troppo di quello che facevamo. Ci siamo allenati a guardarci da fuori.”
Leggi di più
Un’impresa che educa, innova, ispira: la nostra visita da Loccioni
Leggi di più
È stato un viaggio dentro la storia, la memoria e l’immaginazione..
Leggi di più