Non me ne vogliano i devoti di Bacco.
Anche a me piace degustare, pasteggiando, un buon bicchiere, ma vedere ovunque vigneti e ancora vigneti, quando si vedevano, solo pochissimi anni fa, tante e tante colture, anche spontanee, che rendevano non solo più bello e variegato il nostro territorio, ma perfino più pregiato, per sua natura, ovvero senza l’aggressione dei tanti, troppi pesticidi il vino che si coltivava – ripeto: vedere una distesa monotona di viti proprio non lo mando giù.
E la marea verde sta ampliandosi, come si può capire dall’articolo a questo link.
Domanda: è lecito lasciare che tutto sia deciso da un mercato, come in questo caso, di corto raggio?
Produrre vino solo perché lo si esporta bene, meglio dello Champagne? Distruggere la varietà di piante, colture, microorganismi, profumi e gusti solo per fare cassa? È proprio così! Se estirpi le piante spontanee, poi devi usare i fertilizzanti chimici per tentare di far prendere al vino il gusto che prima gli era dato dalla vicinanza di meli e peschi selvatici.
Intendiamoci: non auguro la tanto chiacchierata “decrescita felice”, anche se un pensierino, serio e non piagnucoloso o banalmente nostalgico, lo incoraggio. No!
Mi riferisco al vecchio problema dell’intelligenza e della lungimiranza.
E non solo degli amministratori pubblici – sui quali incombe l’obbligo di guidare le loro comunità, non di assecondarle – ma soprattutto di chi ambisce a definirsi imprenditore.
Siamo già stati scottati – e la lunga stagione delle vacche magre ce lo ricorda ogni giorno – da una storia pluridecennale di miopia imprenditoriale, anche nelle regioni del Nord Est.
Fare impresa senza le necessarie competenze imprenditoriali, lasciarsi prendere dal solo fare con poco pensare, avere una visione di corto cabotaggio senza prospettive e senza futuro.
La domanda, addirittura fuori quota, di piantare vigneti e solo vigneti è l’ultimo esempio di una cecità imprenditoriale che non voglio assolutamente più dover registrare e tanto meno commentare.
Ma così è ancora, ahimé!
È ancora lontano quel giorno in cui smetteremo di imparare le lezioni quando è troppo tardi?
“Non ci siamo innamorati troppo di quello che facevamo. Ci siamo allenati a guardarci da fuori.”
Leggi di più
Un’impresa che educa, innova, ispira: la nostra visita da Loccioni
Leggi di più
È stato un viaggio dentro la storia, la memoria e l’immaginazione..
Leggi di più