Siamo partiti con una premessa semplice ma disarmante: "Il problema nel trovare persone non sono le persone. Sono le nostre idee su di loro."
È da qui che Andrea Pilotto ha aperto il nostro ultimo evento, raccontando con energia, ironia e tanta verità il modo in cui ha completamente cambiato il suo approccio al tema della selezione.
A fargli da specchio e compagna in questo percorso c’è Carlotta Pavan, professionista con una visione ampia e profonda dell’HR di nuova generazione. Insieme hanno dato vita a WowHR, un progetto che accompagna le aziende in un percorso strutturato, dall’employer branding all’onboarding, passando per la selezione e il posizionamento valoriale.
1. Da dove si comincia? Dal People Branding
Andrea ha parlato chiaro: oggi non basta fare selezione, bisogna fare marketing verso le persone.
Il People Branding è questo: smettere di cercare disperatamente qualcuno ogni volta che serve, e iniziare a costruire un'identità aziendale riconoscibile, attraente, coerente, capace di attirare le persone giuste ancor prima di avere bisogno di loro.
“Non cerco un CV. Cerco qualcuno che voglia salire a bordo, condividere un progetto, fare la differenza.”
E se nessuno sa chi sei, nessuno vuole venire da te.
Prima del curriculum c’è la reputazione.
2. Le fasi della selezione secondo Andrea Pilotto
La selezione comincia molto prima dell’annuncio. Comincia con una domanda precisa:
“Chi mi serve davvero? Un senior, un esecutore, un potenziale futuro leader?”
Senza questa chiarezza, anche il miglior annuncio fallisce.
L’annuncio: non serve urlare, serve raccontarsi
Andrea ha smontato i classici annunci impersonali (“si ricerca figura professionale per ampliamento organico”) e ha proposto una nuova via: raccontare chi sei, cosa sogni, e perché qualcuno dovrebbe voler lavorare con te.
“Non scrivere cosa cerchi. Racconta cosa offri. Non un posto, ma un contesto.”
Se Andrea ci ha messo davanti al tema del recruiting come imprenditori, Carlotta Pavan ci ha aiutati a vedere le cose dal punto di vista di chi entra.
Con uno stile asciutto e chiarissimo, ha mostrato come si costruisce una selezione efficace, umana e coerente, fase per fase.
3. Come si scrive un annuncio che funziona (davvero)?
Carlotta ha spiegato che l’annuncio è il primo punto di contatto tra azienda e potenziale candidato. Eppure, la maggior parte delle aziende lo scrive ancora come una lista di requisiti impersonale.
“Un buon annuncio non è un elenco. È una promessa. È la prima cosa che dice chi sei.”
Cosa non deve mancare in un annuncio:
4. Colloquio: non è un interrogatorio. È un incontro.
Molte aziende vivono il colloquio come una verifica a senso unico.
Carlotta ha ribaltato la prospettiva: il colloquio non serve a “beccare” il candidato impreparato, ma a capire se può esprimersi e crescere nel nostro ambiente.
“Fate parlare la persona. Lasciate che vi racconti chi è, non solo cosa ha fatto.”
Errori comuni:
Cosa funziona:
5. Infine, la parte forse più sottovalutata e più decisiva: l’onboarding.
“Assumere è facile. Accogliere bene, no.”
Carlotta ha mostrato come il fallimento del rapporto spesso non avviene per incompatibilità, ma per mancanza di direzione nei primi giorni.
Le persone non si aspettano la perfezione, ma vogliono capire dove sono finite e come possono dare il meglio.
Un buon piano di inserimento prevede:
“Accogliere bene è dire: tu conti, da subito.”
Nasce WowHR – Costruire un’azienda che le persone scelgano. E in cui desiderino restare.
A partire da questi principi, Andrea e Carlotta hanno creato WowHR: un sistema, un metodo, una cultura.
Cosa ci siamo portati a casa
Una sensazione che resta
Abbiamo riso, annuito, preso appunti. Ma soprattutto abbiamo avuto quella sensazione rara di riconoscere i nostri errori senza vergogna, e di scoprire che cambiare si può.
Non servono miracoli. Serve un cambio di sguardo.
Grazie Andrea. Grazie Carlotta.
Perché in fondo, il talento si trova. Ma il valore si costruisce, insieme.
“Non ci siamo innamorati troppo di quello che facevamo. Ci siamo allenati a guardarci da fuori.”
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