• 16 novembre 2017

Testimonianza - Umberto Siani di Confezioni Fiorella

Impresa Testimonianze

Chi siamo. Confezioni Fiorella è una PMI che, a prima vista, potrebbe essere annoverata tra le tantissime che popolano il panorama economico del Veneto: una quindicina di addetti che operano nel settore, vasto e variegato, delle confezioni.

Un capannone adeguato, situato in provincia di Treviso, che il titolare, Umberto Siani – uomo di alta cultura umanistica che si avverte anche a pelle costantemente nel suo tratto relazionale con i collaboratori (oltre che nel suo gestire le diverse fasi della realtà aziendale) - nel tempo si è procurato, adattandolo alle condizioni lavorative che di volta in volta si presentavano. Il nome dell’impresa è quello della moglie, la signora Fiorella, modellista, stilista diplomata e confezionista con lunga esperienza diretta nel settore.

Una passione che la signora ha trasmesso a Umberto, il quale, provenendo dal comparto direttivo di un’altra ditta, decide di impegnarsi a tempo pieno nell’impresa della moglie. Erano gli anni ottanta/novanta quelli in cui nel trevigiano il settore tessile – confezioni tirava alla grande, permettendo ai giovani coniugi Siani di arrivare addirittura alla creazione di una seconda azienda, sempre nello stesso comparto.

Fino a qui, dunque, una storia come ce ne sono tante altre nel sistema economico non solo trevigiano, ma del Nord est e anche in Italia. La differenza, invece, si fa vedere quando iniziano i primi morsi della crisi. 

Passaggi critici. Alla fine degli anni Novanta inizia la stagione nota come “delocalizzazione”: le commesse emigrano sempre più verso i Paesi dell’Est e quindi cala il volume di affari interno. A questo punto emergono la forza, la voglia e l’intuizione di Umberto, sostenuto dalla signora: anziché continuare a racimolare le briciole, benché di qualità, che rimanevano nel mercato nostrano, Confezioni Fiorella si sposta su un segmento della filiera produttiva del tessile, che di fatto stava emergendo proprio a seguito della delocalizzazione: la qualità.

Infatti, data la scarsa preparazione di molti addetti dei Paesi dell’Est nel realizzare capi di affidabile qualità, Fiorella e Umberto decidono di posizionarsi nella fase del “recupero”, ovvero delle riparazioni dei difetti delle confezioni che provenivano dai nuovi siti produttivi.

In questo specifico segmento, emergono ancora tutta l’esperienza e la qualità di Confezioni Fiorella, che permettono di risolvere le problematiche e le criticità causate da altri. Ma piano piano anche nei Paesi dell’Est, che nel frattempo si era allargato sempre più a Est raggiungendo il Far East, la qualità comincia a radicarsi e quindi le difettosità iniziano a diminuire.

Nuovamente, allora, si fanno sentire l’esperienza, il gusto, il senso del lavoro finito ben fatto, ma soprattutto lo sguardo d’insieme – dote alquanto rara - che hanno sempre caratterizzato l’attività lavorativa e imprenditoriale di Umberto.

Ampliando lo sguardo alla catena complessiva della lavorazione delle confezioni, Umberto scopre che vi è un’altra serie di criticità, causata proprio dal dilatarsi degli spazi geografici: i difetti di percorso. Come Umberto spiega, nella lunga filiera della produzione del capo finito, prima di arrivare al cliente ultimo si disseminano lungo il percorso numerose insidie che, sommate, generano delle disfunzionalità e, quindi, delle diseconomie considerevoli.

Difetti di imballaggio e di stoccaggio, errori di spedizione e consegna sono sempre dietro l’angolo, ma nessuno ha trovato la chiave di volta per porvi rimedio in tempi

Confezioni Fiorella, dunque, si posiziona su questo delicatissimo segmento, portando a soluzione, rapida ed efficace, le numerose e spesso nuove e imprevedibili problematiche che si presentano lungo la strada del confezionamento del capo di abbigliamento.

Il tutto con due specificità, che costituiscono il vanto di Umberto: la personalizzazione delle soluzioni anche per mercati particolari e il continuo contenimento dei costi. Infatti Umberto ha compreso che il suo committente vede le difettosità, cui Umberto pone rimedio, come un costo continuo e quindi egli si pone costantemente nell’ottica non solo di essere il risolutore del problema specifico, ma anche un punto di contenimento dei costi della non qualità, generati lungo tutta la filiera produttiva.

Come? Umberto risponde: “Devo vedere la soluzione immediatamente, appena mi viene comunicato, dal mio interlocutore, il problema. Devo intuire in pochi istanti quale dovrà essere la maniera più efficace e nello stesso tempo più economica per risolvere la criticità”.

Sembra una cosa facile, che, così si pensa, con l’esperienza si impara. “Ma non basta l’esperienza – risponde Umberto – perché le problematiche sono quasi sempre nuove e quindi non si riesce a trovare un modello che permetta una certa standardizzazione della soluzione trovata”.

Infatti la specificità di Confezioni Fiorella è quella di lavorare sulle criticità altrui. Ma Umberto ha individuato due fattori importanti per dare ai suoi committenti le migliori e più rapide risposte: in primo luogo, puntare sul continuo rapporto diretto con le fonti da cui si generano le criticità; in secondo luogo, garantirsi personale interno di assoluta affidabilità, a tal punto che la presenza fisica costante in azienda non è necessaria.

In questo modo - dichiara ancora Umberto - siamo passati da una organizzazione del lavoro di tipo fordista, scandito da tempi e metodi necessariamente impositivi, ad una organizzazione condivisa del lavoro, in cui le soluzioni sono il frutto dell’apporto di ciascuno”, naturalmente in tempi rapidi, dato il volume di know how acquisito dalla squadra.

Seguendo queste fasi evolutive, Confezioni Fiorella è passata dalla produzione di capi di abbigliamento alla gestione del capo prodotto. 

Valori guida. Se, nonostante le vicissitudini tipiche degli ultimi decenni, la ditta ora si trova a fare rotta con maggiore serenità in un mare pur sempre turbolento, ciò è da attribuirsi ad un bagaglio di valori che Umberto così riassume: credere nell’importanza del lavoro ben fatto e valorizzare le competenze intere del personale che collabora.

A monte, ovviamente, stanno due altri fattori: un rapporto di fiducia, data e ricevuta, con i propri fornitori e una sete continua di miglioramento, che passa per un costante lavorio di formazione, che Umberto ha potuto affrontare anche grazie alle competenze che ha trovato in Business Channel. Tutto questo non a parole, perché dentro Confezioni Fiorella si respira un clima positivo e sereno e si percepisce che ad alimentare le ore di lavoro vi è soprattutto un’atmosfera di profonda attenzione per i valori etici, sia personali che sociali. 

In AdHoc Consilia. Dal 2014 Umberto frequenta, e con encomiabile assiduità, l’ambiente di AdHoc; “un ambiente – confessa Umberto – dove si respira un clima diverso, in cui ti senti a tuo agio, perché scopri che le persone che lo frequentano sono animate da una serie di valori e principi condivisi”.

Uno tra tutti: il nuovo senso che in AdHoc viene dato alla concorrenza. Generalmente questo termine è fonte di conflittualità tra imprenditori, in quanto ciascuno vuole per sé la parte migliore e maggiore. “Non così, dice Umberto, è in AdHoc, dove invece vige un altro spirito: prima devi dare e poi puoi chiedere”.

Insomma in AdHoc si spartisce solo ciò che è frutto di un impegno condiviso. Il tutto viene riassunto da una triade meravigliosa, che compendia il modo in cui Umberto Siani vive il suo essere componente della famiglia di AdHoc: ascolto, empatia e responsabilità.

Ascolto come metodo per capire l’altro (collaboratore, cliente, fornitore, istituzione); Empatia come capacità di sintonizzarsi con l’interlocutore, lasciando fuori ogni sorta di pregiudizi o precomprensioni; Responsabilità come assunzione in prima persona del compito di saper dare ragione, in ogni caso, del proprio operato.

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Lino Sartori - Filosofo AdHoc - website - linkedin

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