Ci risiamo!
È proprio vero che certi uomini imparano le lezioni dalla storia quando oramai è tardi. È il caso delle competenze professionali nel Nord Est, come indica una ricerca di Veneto Lavoro (agenzia ufficiale della Regione) recentemente riportata dai quotidiani locali.
Ecco il passaggio cruciale.
“Dalle inchieste e dalle analisi emergono partite iva e indipendenti in frenata, mentre aumentano voucher e la richiesta di profili medio bassi. Si scopre così che, in queste terre, le aziende non hanno ancora focalizzato la competitività sulle competenze. L'area si presenta dunque vulnerabile perché, se è vero che l'occupazione, dopata dagli sgravi, è cresciuta, essa non ha il fiato lungo per sostenere la ripresa”.
Il giudizio degli analisti non lascia spazio a interpretazioni benevole o auto-giustificazioni.
Siamo davanti all’eterna malattia del Nord Est.
Terra di lavoratori instancabili, di caparbi inventori di micro soluzioni, terra di esportatori provetti, ma, maledettamente, terra che ancora crede poco al sapere.
E serve a nulla ribadire che la pratica val più della grammatica, o che l’esperienza la vince sulla conoscenza: queste sono litanie vecchie, che perfino molti Paesi in via di sviluppo hanno abbandonato.
Che fare?
A mio avviso, suffragato da quasi mezzo secolo di confronto con la realtà del mercato del lavoro, occorre partire dagli imprenditori. Come?
Portandoli sui banchi di scuola per mostrare che il sapere paga, eccome!
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Alla fine, l’organizzazione che fa restare le persone non è quella che promette di più..
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